Cercasi nido disperatamente

Nel consiglio comunale di Treviglio riunito nei  giorni 29 e 30 settembre sono emerse preoccupanti scelte politiche riguardanti il settore sociale. Le variazioni di bilancio approvate porteranno all’azzeramento dei fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche, a tagli all’assistenza domiciliare e ai pasti a domicilio. L’ampliamento del Centro diurno anziani previsto è stato tolto e una sezione del nido di via Locatelli è stata chiusa.

Attraverso un’interrogazione presentata dal PD abbiamo avuto conferma che le famiglie di dieci piccoli, che avevano inoltrato richiesta di iscrizione al nido comunale, si sono visti negare la possibilità di usufruire del servizio e hanno ricevuto comunicazione da parte dell’assessore ai servizi sociali Zoccoli Prandina di rivolgersi ai nidi privati. La logica della Regione Lombardia è quella di privatizzare i servizi, consegnarti un voucher e tu devi arrangiarti a cercare, nella miriade di cavilli burocratici e di informazioni non sempre puntuali e precise, la soluzione. Soluzione che una mamma attenta al proprio bambino vorrebbe fosse la migliore.

Le motivazioni della chiusura della sezione al nido, con conseguente esclusione di piccoli in lista d’attesa, è stata motivata dal fatto che due educatrici andate in pensione non potevano essere sostituite da nuovo personale. Politiche di questo tipo porteranno a breve allo smantellamento di una serie di servizi per i cittadini che, con fatica e con grandi investimenti, i Comuni avevano creato.

I nidi del Comune di Treviglio gestiti da sempre con professionalità e competenza sono molto apprezzati dalle famiglie trevigliesi da diverse generazioni. Non vorremmo assistere al progressivo deteriorarsi di questo nostro patrimonio pubblico, sociale ed educativo. Se così sarà la città sarà impoverita perché privata di quella rete di servizi che garantisce una buona qualità della vita.

Nella stessa seduta l’assessore ha inoltre confermato la volontà di non applicare l’aumento della retta dei nidi per la fascia di reddito più alta, ritenendo di applicare questo aumento solo alle fasce di reddito più basse!

La scarsa attenzione alle politiche della famiglia e ai piccoli cittadini è stata dimostrata anche nel corso della deliberazione finale sul piano di intervento ex cinema Nuovo, dove la giunta Pezzoni ha annunciato che monetizzerà i 180 metri quadri a piano terra che la proprietà deve cedere al Comune e che l’Amministrazione precedente, nella persona dell’assessore Lingiardi, aveva individuato come spazio sociale destinato a spazio gioco per i bambini, ma anche alle associazioni. Anche questa è una decisione o una prospettiva non condivisibile.

Tutto questo in uno scenario più ampio preoccupante. Nella seduta del 27 settembre del Consiglio regionale della Lombardia, dopo cinque ore di confronto sulla manovra, è emerso che il Governo taglierà di fatto il 77% dei fondi destinati al sociale: il fondo nazionale per la non autosufficienza infatti è stato azzerato e anche il fondo per le politiche sociali è stato decurtato (da 110 milioni di Euro per il 2011 a poco più di 25 milioni di Euro per il 2012).

I Comuni, se vorranno proseguire ad offrire servizi ai cittadini saranno costretti ad attuare serie politiche di lotta all’evasione, di recupero crediti e mettere in atto rigorosi meccanismi di controllo. È necessario stabilire un legame diretto tra la lotta all’evasione e il beneficio per il cittadino. Non abbiamo di sicuro bisogno di condoni e scudi. Serve equità e legalità. Basta volerlo.

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