Addio Cameroni–Grossi: arrivano gli istituti scolastici comprensivi

Un decreto legge emanato a luglio 2011 impone la costituzione di istituti comprensivi con non meno di 1.000 alunni. La norma non ha come obiettivo un miglioramento della condizione della scuola, ma ha come unica finalità il contenimento della spesa pubblica.

Teviglio pagherà questa decisione con la soppressione di un’istituzione scolastica e conseguente riduzione di personale docente e non docente e penalizzazione per gli utenti.

A marzo 2007 la Giunta Borghi aveva avviato il percorso di definizione del sistema scolastico sulla base di tre poli scolastici comprensivi con l’obiettivo di attivarli dopo l’approvazione del PGT e la localizzazione della terza scuola media che mancava per completare gli istituti.
Oggi, con un provvedimento calato dall’alto che impone con fretta la rivisitazione dei modelli scolastici, si delineano due possibili scenari:

  1. ipotesi storica
    • un istituto formato dalle scuole del 1° Circolo con la scuola media Cameroni;
    • un altro istituto formato dalle scuole del 2° Circolo con la scuola media T. Grossi.
  2. Ipotesi territoriale
    • un istituto formato dalle scuole primarie De Amicis e Battisti con la scuola media Cameroni;
    • un altro istituto formato dalle scuole primarie Mozzi e Bicetti con la scuola media T. Grossi.

La Giunta comunale entro fine novembre dovrà decidere se attuare una o l’altra opzione.

La Commissione consigliare riunita il 4 novembre, dopo richiesta del gruppo consigliare PD e ABS, ha evidenziato la necessità di richiedere tempo per valutare ipotesi maggiormente rispondenti ai bisogni formativi piuttosto che scegliere tra due opzioni entrambe critiche per diversi punti e che rispondono solo alle logiche di risparmio economico, lasciando sulle spalle della scuola l’onere di rivedere e riorganizzare il proprio modello.

I collegi docenti delle scuole primarie hanno espresso un parere favorevole verso l’opzione storica. Opzione che salvaguarderebbe l’offerta formativa e il percorso pedagogico–didattico che le scuole hanno costruito in questi anni, evitando possibili trasferimenti di personale docente tra una scuola e l’altra con il rischio di non garantire la continuità di docenza per gli alunni.

La scuola media, per ciascuna delle due ipotesi, vedrà concludersi la positiva esperienza dell’istituto comprendente la scuola secondaria di I grado Cameroni–Grossi.

Per far fronte all’emergenza economica finanziaria la scuola pubblica italiana viene ancora una volta utilizzata come bersaglio di politiche di risparmio e contenimento della spesa, invece che come opportunità di investimento per far crescere e sviluppare il nostro Paese.

Attendiamo con una certa dose di rassegnazione la nuova riorganizzazione scolastica che Treviglio dovrà attuare per volontà dell’attuale Governo, che non taglia i costi della politica (stipendi, vitalizi, Province, nuove nomine di sottosegretari, viceministri e componenti di CdA), che non ha un piano di riforme serie per la crescita e che ha perso credibilità in ogni sede internazionale.

Siamo sicuri che tutti stanno stringendo la cinghia in questo momento di dura crisi?

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