Grandi e piccole scelte di integrazione

“Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità”.

Sono le parole del Presidente Napolitano, che ha saputo porre un problema ineludibile se la nostra società vuole affrontare una corretta integrazione dei migranti. Numerose associazioni, giornali, movimenti si sono schierati a favore di questa scelta. Le motivazioni? Tante. Il futuro della nostra Nazione non è pensabile senza tenere conto degli immigrati:

  • per motivazioni demografiche (loro fanno figli, noi no),
  • per motivazioni economiche (fanno i lavori che noi rifiutiamo e pagando contributi e tasse),
  • per motivazioni sociali (nelle scuole dell’infanzia il 78,3% degli iscritti con cittadinanza non italiana è nato sul territorio italiano, fonte MIUR-ISMU)
  • per motivazioni etiche (non è solo riconoscere un diritto, ma dovrebbe corrispondere ad un’idea di nazione),
  • per motivazioni di giustizia (questi bambini parlano italiano, crescono italiani e di fatto già lo sono),
  • per opportunismo: che lo vogliamo o no fanno parte del futuro dell’Italia, SONO anche loro il futuro dell’Italia.

“Senza meccanismi efficaci di integrazione la dotazione di capitale umano del nostro Paese….rischia di essere ulteriormente penalizzata” (I. Visco, governatore della Banca di Italia). L’Italia ha bisogno di una visione strategica “di cui l’integrazione degli immigrati è un capitolo importante” (A. Riccardi, ministro della Cooperazione e Integrazione).

Questo per quanto riguarda una scelta importante e basilare a livello nazionale. Ma qualcosa si può fare anche a livello locale. L’Amministrazione comunale di Padova ha istituito la Commissione per la rappresentanza dei cittadini stranieri residenti. Un organo istituzionale composto di cittadini stranieri residenti, eletto da cittadini stranieri residenti, che si possono candidare formando delle liste, con il compito consultivo di coadiuvare Giunta e Consiglio e Commissioni comunali nella gestione di tutto ciò che riguarda l’integrazione appunto. Un esempio questo, primo in Italia, dove l’elezione è avvenuta nel novembre di quest’anno.

Chissà se il 2012 vedrà una delibera che realizzerà, in una piccola città come Treviglio, un così innovativo gesto di integrazione. Senza ideali e capacità di realizzarli difficilmente avremo un futuro. Ed il futuro sarà unico per tutti: non diviso per etnie.

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