La discarica delle responsabilità

 Ho assistito in Consiglio comunale alle “rivelazioni” del presidente SABB e ora presidente  G.Eco Beppe D’Acchioli, secondo il quale la discarica di cemento–amianto nella ex Vailata sarebbe targata Ariella Borghi. Una palla mirabolante lanciata tra umori e rancori. “Rivelazioni” che l’altro Beppe, il sindaco Pezzoni, ha così  commentato sul Giornale di Treviglio: ”Non posso che prendere atto delle parole di D’Acchioli”. Un signorile e cavalleresco tocco di classe.

Se al posto di «prendere atto delle parole» di D’Acchioli avesse «preso in mano gli atti» (plurale) consultabili presso l’Ufficio Ambiente regno del suo vicesindaco Imeri  — cioè le lettere a Regione e Provincia, i documenti, le delibere, le mozioni votate, le rilevazioni tecniche fornite alla Regione dal Dirigente e dal responsabile del settore negli anni 2007–2011, — avrebbe verificato (di nuovo, perché lo sa già) che non esiste un atto della Giunta Borghi, non esiste un atto del Consiglio comunale di Treviglio 2006–2011, non esiste un documento prodotto dagli Uffici dal quale risulti una posizione favorevole a questa discarica. È sempre stato un no. Confermato del resto nel programma elettorale.

Nella  logica di comportamento nella quale mi riconosco, non si può sentire una fandonia e “prenderne atto”. Anche se va a danno del mio avversario. Ma così va il mondo, o meglio, così va il mondo nel secolo XXI.

Forse Beppe–bis non ricorda che il primo atto dell’amministrazione Borghi è stata la revoca della delibera del Consiglio comunale 31 del 26 marzo 2003 (amministrazione Zordan) che autorizzava in quella stessa ex cava Vailata una discarica di rifiuti speciali, tra cui le scorie da inceneritore, che avrebbe emesso gas e percolato in una zona di falda affiorante! Revoca votata dal centrosinistra, ma non ovviamente da Zordan, da Forza Italia e da Mangano, allora consigliere di AN. Bene. Gli anni seguenti sono stati gestiti sulla stessa linea di questa prima delibera: no a qualsiasi soluzione, come quella della discarica di cemento–amianto, incompatibile con l’ambiente e destinata ad acuire le criticità della zona.

Forse non ricorda il lavoro comune fatto dai sindaci Borghi, Blini di Calvenzano e Degeri di Casirate, avversi alla discarica TEAM, e quanti interventi sono stati fatti dall’amministrazione Borghi per spingere la Provincia a stare dalla parte dei suoi Comuni e ad inviare in Regione un parere contrario alla installazione di questo impianto. Cosa che ad oggi non ha ancora fatto.

Sono fatti, non pugnette, come diceva Paolo Cevoli nei panni di Palmiro Cangini, assessore alle Varie ed eventuali nel Comune di Roncofritto. Quello delle “problematiche svariegate” e del dovere di “smettere di piangere sul latte macchiato”. Se ricordate, ogni performance surreale dell’assessore Cangini finiva immancabilmente con questo tormentone: “Con questo cosa voglio dire? Non lo so. Però c’ho ragione. E i fatti mi cosano. Fatti, non pugnette!”. Applausi del pubblico. Come la sera del 27 giugno in Consiglio. Solo che a “Zelig” fanno cabaret di mestiere, e in Consiglio dovrebbe andare in onda un altro spettacolo.

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