Questa volta l’hanno chiusa. Ma non volevano. O forse sì. Forse scherzavano. O forse…

Ebbene sì, siamo ancora noi: quelli del comitato spontaneo per la difesa di piazza Paolo VI (ma anche di qualsiasi luogo che permetta alla gente di ritrovarsi e di vivere la propria città attivamente). L’avevamo detto che non ce ne saremmo andati facilmente.

La questione questa volta riguarda da una parte la piazza, dall’altra l’atteggiamento incomprensibile di una Amministrazione che comunica tacendo e spiega sviando.

Qualche giorno fa, la rete della nostra nazionale di calcio si insaccava per 4 volte e gli azzurri se ne tornavano, umiliati, a casa loro. Ad assistere a questa schiacciante vittoria della nazionale spagnola si erano radunati numerosi trevigliesi e avevano riempito la piazza (o la mezza piazza, se vogliamo tenere conto del fatto che in mezzo c’è.… una strada!). Ok, la partita non è andata come speravamo, ma la serata è stata comunque una festa ed è stato veramente bello ritrovarsi con amici e parenti davanti al maxi schermo in una piazza chiusa e sicura.

Che bella così! È piaciuta anche a voi? Spero che ve la siate goduta perché il giorno dopo è tornato tutto come sempre. E sembra che rimarrà a lungo così: con le macchine che sfrecciano nella piazza vuota. Anche in pieno giorno. Non ci credete? Guardate questo video:

Il comitato, più di due mesi fa, ha fatto una raccolta firme (di grande successo tra l’altro) per chiedere di chiudere la piazza almeno di sera e in orari, od occasioni, “strategiche” per permettere lo svolgersi di eventi simili a quello della finale degli Europei di calcio.

L’Amministrazione ha risposto come sempre: ignorando la richiesta.

Ma allora perché chiudere la piazza per gli Europei?

Perché era l’occasione giusta, ovvio, ma perché allora non dare la possibilità alla piazza di accogliere le prossime “buone occasioni” approvando la proposta del comitato e chiudendola in date e orari concordati con i cittadini?

Fa così paura ammettere che questo è un buon compromesso e fare un passo verso di noi, così come noi l’abbiamo fatto verso le posizioni dell’Amministrazione?

Se nessuno legge le proposte dei cittadini non si arriva certo ad una soluzione. Nessuno è venuto dal comitato a spiegare perché la nostra proposta non andava bene. Neanche una mail. Se invece, come speriamo, la proposta è ritenuta buona sarebbe bello metterla in atto.

Noi chiedevamo — e chiediamo — esattamente quello che è stato fatto domenica sera.

Ma perché questo avvenga con maggiore facilità e si ripeta in altre serate, serve che il Comune regolamenti l’apertura e la chiusura della piazza. Serve che il Sindaco accolga la nostra proposta. Che parli con noi, abitanti della zona Nord e membri del comitato.

Perché scendere a compromessi non è mai un disonore. È l’essenza del vivere civile.

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