Criminalità, sicurezza e crisi

crimineI Trevigliesi stanno vivendo una percezione di grande insicurezza perché si ha notizia (ed esperienza) di molti furti in appartamenti, in aziende, in esercizi pubblici, persino nelle chiese. Insieme, è sotto gli occhi di tutti il proliferare di ComproOro, mentre rimane viva la preoccupazione che si manifestino fenomeni mafiosi legati allo sviluppo infrastrutturale del territorio. Nascono da qui le nostre domande al dottor Luca Rocco, che ha da pochi giorni lasciato Treviglio per altro incarico, e il dottor Angelo Murtas, che lo ha sostituito come vicequestore presso il Commissariato di Treviglio.

Quanto pesa la microcriminalità a Treviglio (o nel trevigliese) e per quali reati?

Rocco: “Il fenomeno della criminalità diffusa di natura predatoria costituisce una devianza che è presente in ogni realtà cittadina. A Treviglio in particolare si concretizza nei furti con destrezza, furti su automobili, furti di biciclette e furti in appartamento. La loro incidenza non disturba la regolare convivenza e statisticamente seguono il trend generale di diminuzione dei delitti”. Per dirla con le parole del dottor Murtas: “Treviglio non è un lago con molti pesci, ma con pochi pesci che tuttavia vanno pescati”. Rispetto ad altre aree territoriali in cui ha prestato servizio, Treviglio è, da questo punto di vista, una “realtà felice”, facilmente controllabile.

Corrisponde al vero che sono in aumento vorticoso i furti negli appartamenti? Alcuni mettono questo incremento in relazione con il proliferare dei Compro Oro dove è facilissimo valorizzare anche le 4 catenine rubate.

Rocco: Il furto in appartamenti è un reato diffusissimo che prescinde dal periodo o da eventi sociali. Spesso, ma non è la regola, sono le periferie ad essere più colpite. Le ragioni sono molteplici (facilità di fuga, sicurezza di non trovare gente in casa, scarsa illuminazione ecc.). Non esiste un bene in particolare preferito. In genere cercano il contante e l’oro per facile ricettazione ma i furti riguardano anche apparecchiature elettroniche e oggetti d’arte, e anche abbigliamento.

Spiega Murtas: In effetti negli ultimi due mesi risulta accertato un aumento di furti, soprattutto in appartamenti. Le indagini per la ricerca dei colpevoli sono a buon punto perché sono state individuate precise piste: il cerchio dovrebbe chiudersi a breve. Le attività di ComproOro non sono da mettersi in relazione con l’aumento dei furti. Devono infatti sottostare a regole rigidissime: tenere un registro che identifica chi vende l’oro e chi lo ritira; descrivere dettagliatamente in entrata e in uscita il materiale prezioso che trattano; non possono fondere l’oro se non dopo un certo periodo e sempre certificando gli oggetti che fondono o che inviano alla fusione presso aziende specializzate (es. Valenza Po). Conta di più il fatto che il prezzo dell’oro è passato da € 10–15 a 40 al grammo, il che, in periodo di grave crisi economica, induce a rimediare qualche piccola entrata anche separandosi da gioielli e affini.

Vi risulta che, in corrispondenza della crisi ci siano infrazioni maggiori (per esempio non si paga l’assicurazione auto) e che siano aumentate le liti?

Rocco: Questi fenomeni non sono collegabili a fattori sociali ma ad affinamento di tecniche di falsificazione. Le assicurazioni non vengono corrisposte perché ci si procura un tagliando alterato o falso nella speranza di eludere i controlli. Per quanto riguarda la litigiosità si assiste ad un movimento sinusoidale con picchi verso l’alto nel periodo estivo.

Aggiunge Murtas: La crisi può aver aumentato le liti familiari, parentali o di vicinato, ma non quelle di natura penale.

L’Osservatorio sulla sicurezza è tuttora in attività?

Rocco: L’Osservatorio è uno strumento utile alle istituzioni cittadine e gode di ottima salute grazie alla stima e alla fiducia reciproca. Si sono analizzati anche i dati recenti (con riferimento all’anno 2012) con riscontri di reati in diminuzione secondo un trend consolidato da un triennio

Cosa si può dire della presenza della criminalità mafiosa a Treviglio e dintorni?

Rocco: Non vi sono elementi oggettivi che ne segnalano la presenza tuttavia vi è un livello d’attenzione molto alto che prende in considerazione vari parametri e fattori che possono suggerire la formazione o l’esistenza di sodalizi in zona.

Il vicequestore Murtas conferma che si tratta di un fenomeno strisciante che comporta molta preparazione e molto impegno anche da parte del Commissariato di Treviglio che, coordinandosi con le altre forze dell’ordine, deve stare all’erta e raccogliere tutte le informazioni per le indagini vere e proprie che vengono svolte dalla Direzione Investigativa Antimafia e dalle specifiche Squadre mobili provinciali.