Scuola ciellina al Bollone: vi piace vincere facile

via don Luigi GiussaniChe sia ciellina o no poco importa. Quel che importa è che chi, pro tempore, deve gestire il patrimonio comunale cercando di valorizzarlo al massimo non dovrebbe concedere sconti del 75% per l’acquisto di un’area pubblica così come sta facendo l’amministrazione Pezzoni con i 5.000 metri quadri al Bollone.

Conoscete qualcuno che, pur considerando la crisi economica, mette sul mercato a € 50.000 appartamenti che valgono 4 volte tanto?

Dopo aver cercato di piazzare l’ex UPIM (flop 1), dopo aver provato a vendere Foro boario (flop 2), dopo la delusione della mancata vendita del Bollone (flop 3), ora il sindaco Pezzoni pensa di svendere la stessa area con un cambio di destinazione per vincere facile almeno una volta. Se UPIM e Foro boario dovessero seguire la stessa sorte non ci resterebbero neppure le lacrime per piangere.

La Scuola S. Martino non è una scuola pubblica di territorio, non soddisferà le esigenze dei nuovi insediamenti del Bollone perché i criteri di scelta della scuola sono altri e legati alla particolare “impostazione educativa” (lo dice Umberto Ghilardi, responsabile CL di Treviglio) o al lasciarsi affascinare dal “metodo educativo di don Giussani” (lo dice Beppe Rivoltella, presidente della Scuola San Martino) che per semplicità a Treviglio definiamo ciellina. Chi ci va sceglie di essere in un ambiente omogeneo.

Chi va in una scuola pubblica di territorio non sceglie niente, si immerge nel mondo così come è, nella sua varietà che è fatica e ricchezza insieme.

Una amministrazione pubblica non deve ostacolare l’espressione della libertà educativa ma neppure caricare i costi su tutti quelli che quella scelta non fanno. “Senza oneri per lo Stato” dice l’articolo 33 della nostra Costituzione.

E se diamo alla S. Martino uno sconto di € 1.800.000, cosa possiamo fare noi (cittadini delle scuole pubbliche) per i Salesiani? C’è modo di dare una mano anche al Facchetti? E questi ultimi non avrebbero titolo per richiamare una concorrenza sleale? Ed è opportuno che un Sindaco, dirigente in una scuola privata, conceda simile facilitazione ad un’altra scuola privata? E perché, pur rispettando la fatica della cooperativa che gestisce la scuola senza fini di lucro, dovremmo rinunciare ad introiti, magari non immediati, che potrebbero essere distribuiti a tutti i cittadini proprio in ragione della fatica di reggere in una situazione critica come questa?

Domande…

Intanto la differenza tra € 2.400.000 (valore stimato dell’area) e € 600.000 (valore dopo la variazione della destinazione d’uso) crea una perdita “patrimoniale” secca per i Ttrevigliesi di € 1.800.000.

Formigoni ha concesso il buono–scuola, Pezzoni lo sconto–area. Non potrà sempre continuare così, con i vantaggi per pochi che si scaricano in fregature per tutti gli altri.