L’Associazione Malala e il Presidio di Libera affrontano il gioco d’azzardo

2015-06-08 19.53.17Lunedi 8 giugno presso la sala auditorium della biblioteca civica si è svolto un incontro organizzato dalle due associazioni sul tema del gioco d’azzardo. Alla serata hanno partecipato la dottoressa Cristina Perilli, che ha presentato il suo libro “Giocati dall’azzardo. Mafie, illusioni e nuove povertà”, e l’onorevole Elena Carnevali, parlamentare PD, membro della commissione del gruppo interparlamentare contro il gioco d’azzardo. Moderatore il dott. Elio Massimino.

Il moderatore, seguendo il libro come canovaccio, ha intervistato le due ospiti addentrandosi nel triste mondo del gioco d’azzardo affrontandolo da numerosi punti di vista: storico, sociologico, politico e legislativo.

Del gioco d’azzardo abbiamo testimonianze fino a 5000 anni fa, ci dice la dott.ssa Perilli, con il ritrovamento di dadi, truccati tra l’altro, che testimoniano come il gioco sia sempre andato a braccetto della truffa. Ricordando come sia l’azzardo che ha fatto progredire l’uomo e come non sia attraverso il proibizionismo che si possono eliminare i danni prodotti in questi ultimi anni, l’autrice del libro ci rammenta cosa necessita perché il gioco possa essere considerato d’azzardo: 1) ci devono essere dei soldi – 2) si gioca per vincere qualcosa soldi o beni – 3) la vincita dipende esclusivamente dalla fortuna (alea). Non si diventa più bravi in qualcosa in questi giochi.

In Italia ci sono, ogni settimana, 23 milioni di giocatori, di cui 8,4 milioni giocano d’azzardo. I giochi sono adduttivi, studiati da psicologi per creare dipendenza (nessuno è mai stato dipendente dalla schedina!).

Giochi facili che diano l’idea che sia facile vincere. Niente di più falso.

L’on. Carnevali spiega come il 1994 sia stato lo spartiacque, dal punto legislativo, e come negli ultimi 5 anni ci sia stata un’espansione irragionevole, violenta, immorale del gioco d’azzardo. Da un sostanziale proibizionismo, che sanzionava sia l’esercizio sia l’utente (1930 Codice Rocco), si è arrivati gradualmente al totale liberismo odierno, dove troviamo slot machine anche in lavanderia, in qualsiasi locale che possa avere una connessione internet.

Il gioco d’azzardo con i suoi 87 miliardi di fatturato (nel 2012) rappresenta la 3° industria italiana – industria che non fa crescere l’economia, che non aumenta la ricchezza, non produce niente, con i soldi raccolti si mantiene tutta la filiera e i 4 gatti che vincono (Perrilli) – tra proibizionismo e legalizzazione si può controllare.

Si stimano tra i 400.000 e gli 800.000 giocatori patologici (Perrilli). Di questi soltanto tra i 6000 e i 7000 si rivolgono ai servizi pubblici i SERD, in Lombardia SERT.

Capitolo pubblicità: l’Europa non proibisce la pubblicità al gioco d’azzardo, c’è comunque chi lo proibisce, ad esempio no alle pubblicità sui mezzi di trasporto pubblico (Carnevali). Soltanto il 5% del bilancio della sanità tutta è destinato alla prevenzione (tutta la prevenzione, non quella per il gioco).

L a politica si è resa conto di aver sbagliato: con le scelte degli ultimi anni si pensava di eliminare le mafie dal gioco e di incassare più soldi per lo stato, non è stato così. Il gioco clandestino è rimasto (toto-nero, ecc.).

E le mafie sono entrate completamente nel gioco legale (Perrilli) non l’hanno affiancato.

Da un rapporto della DIA: se per ripulire 100 euro costa normalmente 35, ripulirli attraverso il gioco costa 5 euro. Lo stato non ha esercitato il suo ruolo (Carnevali) e le amministrazioni locali hanno fatto da supplenza con i vari regolamenti. Bisogna cambiare il punto di vista: innanzi tutto la tutela della salute del cittadino.

Alcuni dati sulla tassazione. A fronte di una tassazione intorno al 46% di un dipendente ASL (la dott.ssa Perilli) le VLT sono tassate al 5,5%, i giochi a base sportiva al 4,6%, i giochi di abilità on line al 3%, il Poker-Cash, il Casinò on line allo 0,3%!

Il pane, bene di prima necessità è tassato al 4%…

Infine un breve dibattito sul Testo Unico che riordinerà l’intera materia.

 

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