Caos di macchine e pedoni in stazione

971 treno e pioggiaSe una sera di pioggia un viaggiatore arrivasse in treno verso le 19 alla Stazione Centrale e, disgraziatamente, dovesse aspettare qualcuno a prenderlo in macchina si troverebbe proprio in un bel guaio.

Dopo una giornata di studio o lavoro pensi di essere arrivato sicuro nella tua città pronta a riaccoglierti ma i tuoi problemi non sono finiti e la sfortuna di essere un pendolare ti si propone anche nel momento in cui il treno ha già chiuso le sue porte alle tue spalle e riemergi dal sottopasso pedonale che ti riporta alla piazza antistante la stazione, solida presenza dal 1878.

Ci sono infatti cinque difficoltà da superare per pensare di poter arrivare illeso a casa.

La prima difficoltà è trovare chi ti viene a prendere in macchina. La rotonda ha le dimensioni che ha e anche il parcheggino davanti alla stazione è limitato per posti e non adeguato alla sosta. Quasi naturalmente si è formato un parcheggio ‘sul disperato andante’ formando un anello attorno al centro della rotonda. I più intraprendenti formano ulteriori anelli concentrici ad occupare il resto dello spazio in rotonda. Per i viaggiatori più volentorosi e disposti al cammino c’è la possibilità che ti aspettino parcheggiati onestamente lungo viale Vittorio Veneto. Comunque posto per tutte le auto a portata ottica non c’è.

La seconda è arrivare alla macchina senza perdere la vita, perchè c’è chi con la pioggia fa fatica a vedere oltre il tergicristallo e chi, più cinicamente, non si preoccupa di chi c’è oltre il tergicristallo perche vale la regola del ‘vince chi ha più cavalli nel motore’ e si sa che i pedoni non hanno cavalli nella borsa o nello zaino e le biciclette sono si mosse da appartenenti al regno animale ma da bipedi e non quadrupedi.

La terza è ripartire in macchina e abilmente fare slalom tra le altre macchine in attesa, in arrivo ed in partenza. Seppur non si arriva alla creatività dei parcheggi temporanei delle città del sud neppure noi scherziamo sulle infinite figure geometriche possibili: a spina di pesce, a croce, in parallelo, a L, a U, a V. Basterebbe un drone-filmato dall’alto per vedere l’italianità dell’approccio.

La quarta è uscire in macchina dalla piazza senza far perdere la vita agli altri pedoni e a chi si muove in bicicletta il cui percorso dal muro della stazione fino al marciapiede della salvezza di viale De Gasperi non è protetto.

La quinta è affrontare con pazienza il semaforo che fa da imbuto per immettersi verso il centro, verso viale Piave a nord o verso la rotonda di piazzale Baslini a sud e inforcare finalmente la via di casa.

Via De Gasperi, via Monte Nero e via Fantoni portano macchine verso la Stazione ma solo via De Gasperi (l’unica ad avere dimensioni sufficienti per il doppio senso di marcia) può portare il traffico via.
Senza un sottopasso automobilistico verso sud non è facile pensare ad un deflusso rapido ed ordinato del traffico

Ma ci sono i parcheggi Turro, di Viale Vittorio Veneto e di Via Murena così come l’area di servizio a sinistra della stazione sui quali poter ragionare. Ad esempio in alcuni aeroporti ci sono spazi per la sosta breve nei quali attendere i passeggeri in arrivo: uno di quelli sopra citati, magari il più vicino alla stazione, potrebbe essere usato allo scopo. Un porticato per evitare la pioggia e una priorità di uscita faciliterebbero le operazioni. Ma è solo una possibilità messa sul tavolo senza averci lavorato sopra e tutta da valutare.

Idee migliori potremmo raccoglierle soprattutto tra i pendolari che vivono il problema da vicino. Sono convinto che una soluzione si possa trovare per evitare il caos e i rischi per pedoni ed automobilisti.

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