A casa Pezzoni e tutta la sua Giunta

Pezzoni-LubretoPezzoni deve andarsene subito perché è un bugiardo, reo confesso, perché ha usato la sua falsa laurea per presentarsi alle elezioni come professore modello, ingannando gli elettori, perché è indagato per l’affare Blister.

E non valgono le pretese necessità di approvare il bilancio, etc.

La prova che un giorno in più non aiuta Treviglio, ma crea danni, l’abbiamo con lo sviluppo del caso di piazza Setti.

Facciamo una cronologia prendendo le notizie dalla stampa:

  1. L’architetto Lubreto (amministratore della STU) comunica al Sindaco la volontà di dimettersi molto prima dell’inizio dello scandalo laurea falsa (come riportato dal Corriere Bergamo il 6 ottobre).
  2. Scoppia lo scandalo laurea il 23 settembre.
  3. L’architetto Lubreto il 28 settembre (Eco di Bergamo, 7 ottobre) pur con la situazione di Pezzoni compromessa, con la decisione di dimettersi già presa e semplicemente sospesa, firma la convenzione definitiva con la società Benis Costruzioni di Telgate (la medesima che ha realizzato il rifacimento dell’ex Upim)
  4. L’architetto Lubreto (Corriere Bergamo, 8 ottobre) con una lettera “di fuoco” conferma le sue dimissioni, denunciando tra l’altro comportamenti poco trasparenti dell’Amministrazione comunale.

Quindi, per la pervicacia dei nostri amministratori, ci troviamo con un contratto per un’opera che ci indebita per anni e per svariati milioni di euro e firmato da un amministratore della STU dimissionario in pectore e che ratifica le proprie dimissioni dopo pochi giorni.

Tutti ricordiamo che nelle stanze della politica gli ultimi giorni prima della fine del mandato vengono approvate le cose meno utili ai cittadini e più utili a chi le decide. Non dobbiamo permettere che questo accada a Treviglio.

L’episodio di piazza Setti dimostra che ogni giorno in più che Pezzoni rimane in carica, la città rischia decisioni pericolose.

Basta con questi abusi.

2 thoughts on “A casa Pezzoni e tutta la sua Giunta”

  1. Buongiorno,
    sono l’arch. Lubreto e devo rettificare alcune cose.
    1. Ho comunicato il 16 settembre di volermi dimettere, per evidenti ed anche poco pacifiche divergenze di opinioni e di carattere con colui che mi aveva scelta alla guida della società. Sono cose incompatibili. Se non fossi andata in vacanza lo avrei fatto ad inizio settembre. L’ho comunicato per mia inesperienza via sms, in attesa delle istruzioni corrette. Mi è stato chiesto riserbo, che qualcuno non ha mantenuto. Pochi giorni dopo sollecito di trovare un sostituto in tempi brevi poichè non avrei voluto apporre la mia firma ad alcunchè, fermo restando che da cittadina e solo da cittadina per me è un buon progetto. Come sempre, le comunicazioni devono essere una cosa da cui io devo restare fuori. Ecco cosa ha significato, lo capisco ora da ingenua della politica. Pensavo che quasi pensassero che non sapessi scrivere…
    2. Pochi giorni dopo che scoppia lo scandalo del Sindaco, vengo informata dal Segretario, persona super partes, che deve essere fatta l’aggiudicazione provvisoria, altrimenti decadono i termini. Dunque non si tratta di alcuna convenzione. E’ un atto di ratifica di quello che è il risultato del lavoro e della responsabilità della Commissione preposta alla valutazione. Dal punto di vista della mia modesta opinione di tecnico ed avendo avuto poi modo di vedere gli altri progetti, quello aggiudicatario mi risultava effettivamente il migliore, quindi ritengo che la Commissione abbia lavorato bene. Vengo informata che anche se dimissionaria, non posso lasciare allo sbaraglio l’azienda. Mi documento: farlo è negligenza e reato perseguibile. Mi rivolgo all’avvocatura e richiedo a quali responsabilità vado incontro: così firmo l’aggiudicazione provvisoria in ritardo, dopo che avevo esitato per il semplice motivo di non voler più nulla aver a che fare con tutto il bailamme della politica trevigliese, di piazza setti e della STU: volevo tornare al mio lavoro. Il problema dell’aggiudicazione definitiva è stata l’interpretazione romanzata della stampa.
    A questo punto rifletto qualche giorno: non voglio che le mie dimissioni decise prima vengano associate ad un fatto così grave ed in fondo spero che con un Commissario le cose possano procedere nella direzione da me auspicata. Il Sindaco non si dimette… e poi come avete visto io comune mortale vengo fatta fuori – non so da chi, le ipotesi sono troppe – come se fossi un criminale.

    Io dichiaro soprattutto di non avere nulla a che fare con l’Amministrazione, di essere un tecnico e forse di aver fatto l’errore di comunicare a qualcuno dell’amministrazione che sono da sempre una donna di sinistra, Nella fattispecie attiva, sinistra audace, antiberlusconiana, che alle politiche ha votato m5s e che alle comunali di Romano ha votato Niccoli del PD. Chi mi conosce lo sa senza dubbi. Ma a Treviglio ero una sconosciuta. Bastava alzare il telefono e cercare di conoscermi. I valori vengono fuori velocemente.

    Ah.. sono napoletana: io con la Lega cosa c’entro? Confesso che se avessi capito prima la posizione politica del sindaco, per partito preso e null’altro non avrei accettato l’incarico. 21 anni di donna di sinistra antipartitica non possono finire nella tazza bianca. Io la penso così.