Ma nelle mani di chi siamo?

PezzoniSe il 23 settembre dichiari tu stesso di aver falsificato il certificato di laurea e a metà ottobre sei ancora al tuo posto di Sindaco… non puoi annunciare che ti dimetterai il 25 novembre nel giorno del tuo compleanno. Devi farlo subito, perché non puoi avere una coscienza ad effetto posticipato come il ritardo della voce nelle vecchie chiamate intercontinentali. Prima dici che sei inadeguato, poi punti il timer per rendere l’inadeguatezza esecutiva?
Dimissioni subito. Questo fanno le persone serie.

Se dichiari di aver conseguito un diploma al liceo scientifico che non hai mai ottenuto e sei anche membro della Commissione comunale sulla trasparenza… non puoi dire: “Valuterò se lasciare”. Devi farlo subito, perché non puoi essere contemporaneamente quello che controlla e quello che trasgredisce, guardia e ladro nella stessa persona. Correggere al volo il curriculum nel sito del Comune è utile ma non sufficiente.
Dimissioni subito. Questo fanno le persone serie.

Cosa deve succedere ancora perché si ritorni ad una situazione normale, dove si è quel che si dice di essere? E non è forse oltremodo offensivo verso noi, persone normali, che qualcuno provi con l’inganno a volersi riposizionare su un piano supposto superiore, come in una casta più elevata?

C’è una città da far vivere ma non lo si può fare con queste persone al timone.

Ma come possiamo accettare che persone così si trascinino in ruoli rilevanti per la città, lanciando operazioni roboanti come i titoli che si sono dati, sacrificando aree pubbliche o vincolando per anni risorse economiche, salvo poi andarsene quando pare a loro?

Foro boario è uno dei nervi scoperti. Senza che sia stato inserito nel loro programma elettorale, Pezzoni e la Lega ci distruggono un’area con potenzialità ben superiori a quello di un brico con relativi supermercati annessi e la coda di traffico che porterà in una zona già congestionata di suo.
Per quale fine? Una nuova area fiera, il cui successo è tutto da verificare?

E piazza Setti non è da meno con l’investimento richiesto e il rocambolesco alternarsi di amministratori unici: da Basilio Mangano (senza che sia stata chiarita la sua incompatibilità) a Daniela Lubreto (con le sue dure accuse su questa amministrazione) per arrivare a Paolo Gatti. Un’ultima mossa che, al di là della persona incaricata, sembra più un colpo di coda di una Giunta disperata che ha, nella concitazione di questi giorni, perso una ulteriore occasione di pensare prima di “sparare” decisioni.

Dimissioni subito o almeno entro il 18 ottobre, il giorno del mio compleanno.