Gioco d’azzardo: a che punto siamo?

Sabato 23 gennaio, a Lurano, si è svolto il convegno “La prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico — Dalla teoria alla pratica nei progetti locali”.

Ecco alcuni dati riguardanti il fenomeno della ludopatia nel nostro territorio.

Si stima che nell’ambito di Romano ci siano 554 giocatori patologici e 1408 problematici. Nell’ambito di Treviglio rispettivamente 422 e 1072.

A livello regionale, secondo la ricerca “Il gioco d’azzardo in Lombardia — Attività dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze” (ottobre 2015):

Nel 2014 la popolazione di giocatori “problematici” è stimabile (in prima approssimazione) in circa 44.000 persone.
Gli utenti dei servizi per le dipendenze per gioco d’azzardo patologico erano 2111 nel 2014.

Si stima inoltre che vi siano 917 e 750 minori con problemi di gioco d’azzardo, sempre negli ambiti di Romano e Treviglio. Numeri notevolmente preoccupanti.

Lontani dal pensare di avere soluzioni a un problema così complesso, vogliamo però ricordare che esiste una legge della Regione Lombardia (legge regionale n. 8 del 2013) che impedisce la nuova installazione di apparecchiature per il gioco d’azzardo a meno di 500 metri dai luoghi sensibili (chiese, oratori, scuole, ecc.) e una nuova norma (legge regionale n. 11 del 6 maggio 2015) che prevede:

Ai fini dell’applicazione della normativa sulle distanze minime dai luoghi sensibili, nonché delle relative sanzioni, il rinnovo d’uso degli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito già installati lecitamente viene equiparato alla nuova collocazione.

L’applicazione di queste due leggi porterebbe a una graduale eliminazione della maggior parte delle occasioni di gioco.

La decaduta Amministrazione comunale di Treviglio non ha mai voluto applicare questa legge, adottando un regolamento comunale che definisse i luoghi sensibili e le aree libere da slot machine. Speriamo che la “deslottizzazione” sia una priorità per chi si appresta a governare la nostra città.

Alcuni esempi?

Il Comune di Bagnolo san Vito (MN) ha multato una sala (€ 40.000) per avere installato apparecchiature non autorizzate e il locale rischia la chiusura per non aver rispettato il “distanziometro”.

O il Comune di Brescia, che ha comminato una multa di € 60.000 a un esercizio che ha installato quattro slot senza rispettare le norme della Regione Lombardia, che impongono una distanza superiore ai 500 metri ai luoghi sensibili. € 15.000 per slot, e applicazione dei sigilli in attesa della loro rimozione.