L’albero a cui tendevi la pargoletta mano

Fra poco non ci sarà più. Mangano ha voluto la sua piramide di Cheope al contrario, che va in giù, lungo i piani del parcheggio interrato di piazza Setti.

Andrà giù anche quest’albero, forse il più bello, oggi che è un giorno di primavera, tra l’alberatura di piazza Setti.

Scempio per scempio per 3,14: la formula magica di piazza Setti. Scempio finanziario con quel che costa e con quel che comporta per le casse pubbliche. Scempio della logica, perché non si investono milioni di Euro con i chiari di luna di oggi per un parcheggio che comunque c’era già.

Tempio del ridicolo, con quel bus sostitutivo inventato per portare in centro dai parcheggi periferici acquirenti che non acquistano, visto che i commercianti limitrofi alla “grande opera” lamentano già un poderoso calo di incassi.

Gli esecutori sono all’opera. I “piazzasettiani” sono al gazebo in piazza del Mercato il sabato a ricordare che “Pezzoni non si tocca” (infatti è sempre lì in mezzo, come se niente fosse) ma gli alberi, e tante altre cose, sì.

L’albero andrà giù.

L’Amministratore delegato della società di trasformazione urbana “Treviglio futura”, braccio operativo dell’operazione di piazza Setti, nominato da Pezzoni e iscritto al PD, ha ascoltato senza fare un plissé le bordate contro questo progetto alla kermesse di presentazione del candidato sindaco Erik Molteni.

A queste bordate non ho visto stormire le sue fronde, come fa l’albero al vento di primavera. Forse perché eravamo al chiuso. O forse no.

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