Questo non è il Bar Sport

MIGRANTI E RICHIEDENTI ASILO — TRA PERCEZIONE E REALTÀ
Quando anche lo zero virgola fa paura.

Ogni tanto è bene fermarsi sui numeri, anche se poi ognuno li interpreta a modo suo. Sulle migrazioni vogliamo comunicare come stanno le cose. Poi ognuno la penserà come vuole. E dire la sua al Bar Sport.

Tutti questi dati sono aggiornati al 31/12/2015.

Situazione nazionale

In Italia, su una popolazione di 60.795.612 unità, ci sono 5.014.437 residenti stranieri: l’8,1% del totale. Il 23,5% è europeo. Gli occupati stranieri sono 2.300.000 e rappresentano 12,1% del valore economico nazionale. I rifugiati (chi ha ottenuto una qualche forma di protezione internazionale), badate bene, sono 78.000! (In Pakistan vivono 1.702.700 rifugiati, in Iran 886.500 e in Siria 755.400, fonte UNHCR). Gli sbarchi sono diminuiti: sono stati 139.770 nel 2015 (circa lo 0,22% su una popolazione di 60 milioni) rispetto ai 153.745 del 2014; una diminuzione di quasi il 10% (–9,9%).

Situazione regionale

In Lombardia, residenti 10.002.615 abitanti, ci sono 1.115320 stranieri, cioè l’11%, di cui il 48% sono donne e il 25% minori. Il 16,5% è occupato nei settori: industria, agricoltura, servizi.

Situazione provinciale

In provincia di Bergamo, residenti 1.108.853 abitanti, abbiamo 127.809 stranieri, che rappresentano l’11,5%. I richiedenti asilo, quelli arrivati con i barconi, sono circa 1.500, che sul totale dei residenti rappresentano lo 0,14%.

Questo zero virgola è quello che viene definito di volta in volta emergenza, invasione, annientamento dell’identità; che provoca barricate, presidi, scontri e minacce a molti operatori che lavorano nel settore, danneggiamenti e vandalismi alle strutture di accoglienza. La paura del nuovo, del diverso è normale. Ma va gestita. Certo, qualcuno può utilizzarla per i propri fini; la paura però non va cancellata, va considerata come una prima reazione possibile.

Ma se vince la paura, non si costruisce più nulla. Se si rimane intrappolati in questa dinamica, si genereranno situazioni negative di convivenza. Con esagerazioni che non hanno fondamento nella realtà.

In questi primi mesi del 2016 sembra che gli sbarchi stiano aumentando. Forse arriveremo a 200.000 alla fine dell’anno. Possono 200.000 persone invadere e sovvertire una nazione di 60 milioni d’individui? È possibile che 1.500 individui siano un problema su una provincia di più di un milione di persone?

Passiamo ora a Treviglio

Su una popolazione di 29.924 abitanti vi sono 4.090 residenti stranieri, pari al 13,7%. Erano 4.233 ma 143 (66 maschi e 77 femmine) hanno ottenuto la cittadinanza italiana per cui stranieri non sono più, sono cittadini italiani a tutti gli effetti.  Nel 2015 sono arrivati a Treviglio 402 stranieri (dall’estero o da altri Comuni italiani). Ne sono invece emigrati 448.

Complessivamente, nella nostra città, sono presenti 90 nazionalità. Le più numerose sono, nell’ordine: l’albanese, l’egiziana, la marocchina e la rumena.

E i richiedenti asilo? Sono in totale 23, la maggior parte alloggiati presso la struttura di via Casnida, di cui abbiamo già parlato in altri articoli. Pari allo 0,08% dei residenti.

Ormai tutti i sociologi soni concordi nell’affermare che la nostra società non rischia di diventare multiculturale, multietnica e multireligiosa: lo è già, da anni. Il flusso di migranti di questi ultimi anni ne ha solo fatto emergere la comprensione: la collettività uniforme (apparentemente) dei nostri genitori non c’è più. Bisogna rendersene conto.

Sempre per tornare alla nostra città: la popolazione residente e nativa di Treviglio era pari al 58,4% nel 2001, oggi è scesa al 48,3%.

Affrontare questi cambiamenti sarà il grande compito della politica. Come pensate che ne parleranno, se ne parleranno, nelle prossime imminenti elezioni cittadine?

(Si ringraziano per le statistiche: Chiara Lunghi, Ufficio migranti Caritas Cremona; Luigi Minuti, politico trevigliese).

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