Lettera aperta a Giuseppe Pezzoni

Egregio signor Pezzoni,

ho letto recentemente su diversi organi di stampa queste sue affermazioni virgolettate: “D’altro canto così, se uno vuole, può darmi un calcio (elettorale) nel sedere”.

Viene da chiedersi: ma lei, signor Pezzoni, una coscienza, una morale non la possiede? Deve aspettare che siano i cittadini trevigliesi a risvegliare la sua coscienza dandole un calcio elettorale? La democrazia è una bella cosa, ma per essere efficace deve essere “informata”. Chi, meglio di lei, può conoscere ogni dettaglio, ogni sfumatura, ogni implicazione degli atti che ha compiuto? Non certo l’elettore medio. Quindi aspettarsi l’assoluzione per i propri comportamenti da altri è come dire che la propria coscienza ci ha già perdonato. È questo che insegnava ai suoi alunni? Non assumersi mai le proprie responsabilità, ma aspettare che altri lo facciano? Io credo che in una persona con alti valori morali e civici dovrebbe essere la propria coscienza che dà un “calcio (elettorale) nel sedere”. Dovrebbe essere la sua “anima civica” che le impone con forza di non ricandidarsi, non gli elettori trevigliesi.

Pilato chiese alla folla se voleva libero Gesù o Barabba, e sappiamo come andò a finire. Per questo considero profondamente populista e fortemente squallida la sua richiesta di assoluzione ai Trevigliesi, tramite il voto di giugno.

Cordiali saluti

Alberto Vertova

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