Delitto su commissione

E’ noto, ma solamente ai pochi attenti alle questioni amministrative del nostro comune, che il Commissario Prefettizio dott. Alfredo Nappi, nel pieno dei suoi poteri, tre giorni prima del ballottaggio per la scelta del nuovo Sindaco, ha convocato un Consiglio Comunale (di cui solo lui fa parte e con solo lui presente al 100%) per formulare alcune modifiche sostanziali allo Statuto comunale e al suo Regolamento.

Il motivo principale è l’abolizione delle Commissioni Consiliari, cioè quelle commissioni che riguardano 3 importanti settori della vita amministrativa della città: la commissione Bilancio e finanze, la commissione Urbanistica e la commissione Servizi sociali e cultura.

Il provvedimento è stato formulato con la presunta motivazione di risparmiare 3 mila euro in un anno del gettone di presenza dei consiglieri comunali tenuto conto che tali commissioni sono obbligatorie solo qualora il consiglio comunale sia composto da almeno 24 consiglieri (il nostro comune ne ha 16).

Personalmente ritengo questo provvedimento un momento di antidemocrazia, quanto meno incauto ed affrettato per questi motivi:

  1. Lo Statuto comunale è la Costituzione della Città e come tale è uno strumento che regola la vita democratica della città di Treviglio. Il fatto che un Commissario prefettizio metta mano allo statuto comunale contrasta con il concetto di autonomia locale propria dei Comuni.
  2. Le modifiche allo Statuto Comunale sono sempre state eseguite dai Consiglieri comunali eletti dai cittadini con maggioranze qualificate e non da una sola persona; lo prevede lo stesso statuto.
  3. Il Commissario avrebbe potuto, se proprio si è trattato di un problema di spendig review, cancellare il gettone di presenza per i consiglieri, ma lasciare le Commissioni.
  4. Senza le commissioni i provvedimenti passano direttamente dalla Giunta al Consiglio comunale senza discussione con i consiglieri di minoranza.

Rimane quindi un problema grave di mancanza di democrazia, ed il risparmio sulla spesa (complessivamente 3 mila euro su 40 milioni di euro del Bilancio comunale) non può essere la scusa per eliminare la democrazia interna al consiglio comunale.

Delegare le decisioni a pochi senza discussione non è solo un problema di partecipazione ma anche un problema di trasparenza.