Asfaltare è diventato un mantra

La parte pianeggiante della provincia di Bergamo ha ormai tutto quello che un automobilista può desiderare per il collegamento est–ovest: l’Asse interurbano di Bergamo, l’autostrada A4, la Tangenziale sud di Bergamo e la BreBeMi. Sul segmento di 20 km che unisce Bergamo e Treviglio non credo si possa aggiungere altro, a meno di prevedere percorsi multi–piano.

Il collegamento nord–sud è principalmente gestito da quattro “statali”: la SP525 che passa da Dalmine, la ex SS42 che passa da Stezzano e finisce a Treviglio, la SP591 che passa da Zanica e parzialmente la 591bis che passa da Orio; a unirle tutte la Tangenziale sud.

Quella che più ci riguarda, cioè la ex SS42, attraversa Arcene, Verdello e Stezzano. Di questi solo Verdello presenta un intoppo, dato il percorso ed il semaforo nel centro abitato. Verdello non ha, come gli altri Comuni, una tangenziale disponibile e questo è, di fatto, l’unico ostacolo per arrivare alla Tangenziale sud, all’Asse interurbano di Bergamo, a Colognola o comunque a Bergamo centro.

Il percorso verso Valle Seriana e Valle Brembana (snodo di Zogno permettendo) è da tempo indirizzato.

Chi, guardando da Treviglio, sostiene come alternativa alla ex SS42 una nuova autostrada (la Bergamo–Treviglio) vuole arrivare rapidamente in centro a Bergamo e si appoggia sul fatto che per questa opera “la copertura economica non è un problema” (come dichiarato da Beppe Facchetti, membro del Consiglio di amministrazione di Autostrade Bergamasche).

Ma le cose non sono così semplici.

Innanzitutto in pochi minuti si potrà arrivare solo a Dalmine e a quel punto, con tanti altri, nuovamente in coda sulla statale per Bergamo. Il collegamento da Dalmine verso l’Asse interurbano è infatti tutto da definire; probabilmente da solo costerebbe come la tangenziale di Verdello.

E anche con la bretella potrebbe succedere quel che già avviene per Milano: il miglioramente dell’A4 porta in meno tempo più macchine alla Barriera Est ma poi, visto che il vero nodo dell’attraversamento nord di Milano non è stato risolto, tutti in coda. È vero, si arriva prima alla coda, ma non mi pare un grande vantaggio.

Per la realizzazione stimano 280 milioni di Euro, grosso modo 15 milioni di Euro al chilometro, e siamo solo al preventivo.

Due osservazioni.

La prima è legata ai costi per il territorio. Chi mette sul piatto della bilancia quel che di campagna non ci sarà più e i territori rovinati per sempre? Tocca soprattutto a noi fare questi conti, visto l’asfalto che si stenderà tra Castel Cerreto e la Geromina.

Vogliamo lavorare ad un progetto serio di riqualificazione della SS42 come chiedono alcuni Sindaci per ridurre al massimo l’impatto ambientale? È stato fatto con la Rivoltana verso Linate, non lo vedo impraticabile verso Bergamo. Il nostro territorio e tutta la bassa pianura bergamasca sembra essere condannato a investimenti con forte impatto sul territorio (qui parliamo dell’autostrada, ma all’ordine del giorno c’è anche la questione dell’interporto), senza la necessaria riflessione e valutazione delle alternative a minor impatto.

La seconda osservazione è legata a come impieghiamo i soldi. Sicuri che un imprenditore con in tasca 280 milioni di Euro non riuscirebbe a fare qualcosa di più utile per l’occupazione (magari di qualità) in questa provincia? Se le (poche) risorse che si hanno sono impiegate per costruire le strade per far passare cose che altri progettano e producono, quale è il nostro futuro? Quale è il piano a lungo termine?

Può bastare guardare passare i camion o facciamo pagare “un fiorino” a chi passa?

E in ultimo, tutti i ragionamenti a sostegno della autostrada sembrano non tenere conto dell’esistenza della ferrovia neppure come mezzo complementare. La si lascia ai margini, anziché valorizzarla. E pensare che in fondo è l’unica via per arrivare realmente in centro a Bergamo.

1 thought on “Asfaltare è diventato un mantra”

  1. E’ vero che esistono diverse statali da Bergamo verso Sud, è vero anche che sono completamente sottodimensionate rispetto al traffico attuale. Però penso che , oltre al sano dibattito su cosa è meglio fare, l’attenzione va posta su un elemento fondamentale: cosa vuole essere Treviglio e la bassa in generale? Un polo agricolo, oppure , come da parecchi decenni è, un polo industriale? Perchè in un caso , la priorità va data alle aree verdi (anche se poi voglio vedere su cosa si trasportano i prodotti) e nell’altro alle comunicazioni. Non c’è alternativa: siamo nel 2016 e il mantenimento e lo sviluppo delle industrie passa obbligatoriamente per la velocità nelle comunicazioni. E’ completamente assurdo e antieconomico percorrere 18 km con 20 rotonde ! E lo sa bene chi vuole investire, sarebbe solo un folle a mettere milioni di euro in una zona dove muoversi è impossibile ! Anche realizzando la circonvallazione di Verdello, quanto tempo si risparmierebbe? E ancora, chi l’ha detto che una autostrada o una strada veloce inquina di più? I motori delle auto e camion sono progettati per consumare e inquinare poco a certi regimi , non a 30 all’ora o peggio ancora a veicolo fermo. E perchè allora non una strada veloce, e limitando invece nei centri urbani , come già a Milano, solo la circolazione di veicoli almeno Euro 4? Si vedono carrette fumanti che nessuno ferma , e questo sarebbe il risultato del non asfaltare?