Chiara come la nebbia

Il sindaco Imeri dice che la posizione della sua amministrazione sull’interporto è stata più volte ribadita ed è “espressa chiaramente” dal programma con cui si è presentato agli elettori e che gli elettori hanno premiato: “… l’Amministrazione assumerà un atteggiamento critico e di oggettiva valutazione delle proposte, senza posizioni aprioristiche”.

Onestamente mi pare che questa posizione stia alla chiarezza come la nebbia al sole splendente. È vero, la nebbia di suo può essere considerata di un grigio chiaro, ma il problema non è il suo colore ma cosa nasconde.

Una posizione chiara è: “Vogliamo l’interporto”. Come storicamente è sempre stato detto dalla Lega Nord, a partire da Ettore Pirovano che su quell’area ha scommesso fortemente da Presidente della Provincia e (perdendo) da candidato Sindaco di Caravaggio. Personalmente non mi piace, ma chiara lo è sicuramente.

Una posizione chiara è: “Non vogliamo quell’interporto”. Come ha dichiarato Claudio Bolandrini, Sindaco di Caravaggio, nettamente contrario per l’inutile spreco di campagna che nel Comune di Caravaggio sommerebbe a 800.000 mq. Un’operazione oltremodo assurda, considerando che c’è disponibile l’area da 500.000 mq delle ex-Acciaierie a Cortenuova, già pronta e urbanizzata.

Quella di Imeri è invece una posizione ben diversa dall’essere chiara. È da almeno un paio di mandati che non si capisce cosa nasconda la posizione dell’amministrazione trevigliese.

Assumo a dimostrazione il Giornale di Treviglio del 23 gennaio 2015. Nella stessa pagina 15 c’è:

  • la posizione, chiara, a favore dell’Interporto dell’allora Sindaco di Caravaggio, Giuseppe Prevedini, che pare rafforzare la propria posizione dicendo anche: “Mi devo confrontare con Giuseppe Pezzoni, che di certo non è contro questa opera”
  • la posizione, chiara, di Ariella Borghi, che si dice “da sempre contraria all’opera”
  • la (non) posizione di Giuseppe Pezzoni, allora Sindaco di Treviglio, che sull’argomento non ha voluto commentare, perché in attesa di fatti concreti.

C’è quindi una continuità di (non) posizione tra il maestro e l’allievo. Peccato che, quando si presenteranno i fatti concreti, cioè a frittata fatta, non ci sarà più spazio per valutazioni e scelte.

Le cose non sono cambiate con l’ultima proposta (quella della società San Martino, che prevede 500.000 mq tutti sul territorio di Treviglio). Siamo ancora ai “vediamo…”, “attendiamo…”, “valuteremo…”, “ci esprimeremo…”, come se l’impatto sul territorio fosse una variabile addomesticabile.

Per non compromettersi più di tanto e per tenersi aperte le strade, chi comanda a Treviglio lascia che, contro il progetto, si muova l’opposizione. Ma non si può giocare di tattica su questioni importanti per il nostro territorio.

È inconfutabile che Imeri abbia vinto le elezioni. Che la chiarezza della sua posizione sull’interporto abbia influito, mi pare improbabile. Così come è singolare che i leghisti non siano in prima fila a difendere la campagna bergamasca, ma strizzino l’occhio ad ulteriori capannoni “stranieri”.

Questa nostra città ha già dato tanto alle infrastrutture e tanto altro potrebbe essere costretta a dare se manca una posizione decisa. Come si concluderà la questione discarica di amianto? E quella dell’Autostrada Treviglio–Bergamo? Non è ancora dato di sapere, ma penso possa bastare.

 

giornale-di-treviglio-23-gennaio-2015

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