Se si perde il senso del limite

La giunta leghista di Juri Imeri ha elaborato una nuova ordinanza (n. 259 del 18/11/2016) in continuità con quanto già fatto da Giuseppe Pezzoni il 25 novembre 2015.

Ha considerato che “spesso le persone che praticano l’accattonaggio assumono atteggiamenti molesti, minacciosi, ostinati ed insistenti, turbando il libero utilizzo, la libera fruizione e l’accesso agli spazi ed alle aree pubbliche, soprattutto alle categorie più deboli”.

Ha invitato “I cittadini a non fare l’elemosina agli accattoni o mendicanti presenti sulla pubblica via del territorio comunale”.

Ha previsto “il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50,00 (cinquanta) ad euro 300,00 (trecento)”, il “sequestro delle cose che sono servite o sono state destinate a commettere l’illecito o ne costituiscono il provento” e stabilito che “Il denaro oggetto di sequestro dovrà essere devoluto alle associazioni di volontariato presenti sul territorio comunale”.

E anche noi ritorniamo su questa faccenda, mettendo i soliti “puntini sulle i” dopo averlo già fatto un anno fa.

Punto primo.
Se l’accattonaggio è organizzato, non servono consigli ai cittadini e neppure nuove ordinanze. Deve essere perseguito e basta, colpendo possibilmente i mandanti e gli organizzatori dello sfruttamento. Il fatto che l’accattonaggio sia molesto è solo un’aggravante.
Dalla data della precedente ordinanza quale è il bilancio di questi controlli sulle organizzazioni malavitose?

Punto secondo.
Se alla base c’è uno stato di necessità, non possiamo non tenere conto del fatto che parliamo di uomini o donne e non di scarti della società. Andrebbero salvaguardate le persone e comprese le ragioni, anche se capiamo possa essere un discorso troppo raffinato di questi tempi, abituati come siamo ormai tutti a ragionare con parti del corpo non indicate allo scopo. Una Amministrazione non può limitare la propria responsabilità ad un articolato di Polizia Urbana.

Punto terzo.
Ci piacerebbe che le associazioni di volontariato si rifiutassero di accettare dal sindaco Imeri (che, come il suo predecessore, ha smarrito il senso del limite) quanto confiscato dalla Polizia locale e che magari glielo ribadissero preventivamente. Non sarebbe un bel segno usare le povere cose e i pochi denari di chi chiede l’elemosina. Per favore non fatelo, almeno non qui a Treviglio, che tra i propri simboli ha il San Martino che divide il proprio mantello con un povero.

Se poi l’ordinanza è stata fatta perché ha “più che altro un valore precauzionale… A Treviglio la situazione dell’accattonaggio è migliore rispetto ad altri Comuni”, come ha affermato il comandante della Polizia locale Antonio Nocera, allora la cosa si fa più grave perché si insinua e si sfrutta la paura di essere sopraffatti dai delinquenti.

Chi semina vento raccoglie tempesta.

1 thought on “Se si perde il senso del limite”

  1. Mi permetto:
    punto 1) fosse così facile l’avrebbero già fatto, no?
    punto 2) esistono regolarmente accattoni in Via Matteotti, sotto il mio ufficio, con scarpe da 250 euro e iPhone 6S, quindi prima di generalizzare bisogna conoscere.
    Forse esiste qualcuno indigente, ma quelli che sbarcano regolarmente il mercoledì mattina e il sabato non lo sono, e sono questi quelli estremamente fastidiosi.
    Ho anche visto gente che, ricevuto un panino appena comprato da una vecchina, non ha esitato a buttarlo nell’immondizia, perchè voleva soldi: è indigente uno così?
    punto 3) sono d’accordo sulla confisca di povere cose, ma non su cose di gente che gira con cellulari da 700 euro: questi lo fanno di mestiere, e rompono parecchio.
    I commenti del comandante Nocera lasciano il tempo che trovano, se non ci fosse la Polizia oppure i Carabinieri, per i vigili trevigliesi, impiegati da orario d’ufficio comunale, va sempre tutto benissimo, altrimenti devono lavorare.

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