Foro boario: i conti in tasca dopo la sentenza del TAR

Nel Piano delle alienazioni del settembre 2016 compare in bella vista al n.11 l’area di Foro boario, per un valore presunto di 5.120.000 euro. Visto che è tuttora nel Piano delle alienazioni, parrebbe di capire che non sia stato venduto.

La cosa è vera a metà e dipende dalla convenzione sottoscritta dalla società acquirente Ossidiana e dal Comune di Treviglio.

Sono già stati infatti incassati dal Comune una serie di anticipi pari a 2,8 milioni di euro sui 4.352.000 euro complessivi della proposta definitiva di acquisto formulata da Ossidiana.

Nello specifico il Comune ha incassato:

  • il 2% del prezzo di acquisto a titolo di caparra (87.040 euro)
  • 435.200 euro, pari al 10%, a titolo di acconto entro 30 gg dalla comunicazione di aggiudicazione
  • il 18%, pari a 783.360 euro, a titolo di acconto entro 30 gg dalla pubblicazione della delibera di approvazione definitiva del Piano attuativo.

In totale fanno € 1.305.600, il 30% del prezzo stabilito.

L’ulteriore 70% (pari a € 3.046.400) avrebbe dovuto essere corrisposto a titolo di saldo contestualmente al rogito notarile di acquisto, da stipularsi entro 60 gg, dalla intervenuta inoppugnabilità del Piano attuativo di cui sopra. Inoppugnabilità mai intervenuta per via del ricorso al Capo dello Stato prima e al TAR di Brescia poi.

Il 13 novembre 2015, a fronte di richieste pressanti dal Comune di Treviglio, Ossidiana ha accettato di versare un ulteriore acconto di 1.500.00 euro, a fronte del rilascio di una garanzia fidejussoria da parte del Comune di Treviglio. Caso ben strano, perché in genere le cose non vanno così.

Il Comune di Treviglio ha quindi già incassato 2,8 milioni di euro. Milioni incassati, accertati e quindi spesi lecitamente?

Il sottoscritto il 9 ottobre 2015 poneva la domanda ai Revisori dei conti, ricevendone una risposta in parte sibillina: va tutto bene, ma le somme entrate da Ossidiana per Foro boario possono essere accertate solo a seguito della stipula del rogito. Una volta accertate possono essere impegnate e spese. Il problema è che il rogito non è mai avvenuto a seguito dell’iter del ricorso al TAR e a maggior ragione dopo la sentenza emessa il 9 gennaio scorso.

Lecita a questo punto una domanda: come sta oggi il bilancio del Comune di Treviglio? Il mancato rogito come influisce sulla sua “salute” e sulla regolarità contabile?

Cosa può succedere se Ossidiana si dovesse tirare indietro e rinunciare all’acquisto? Oppure se si dovessero attendere i tempi tecnici necessari per una nuovo Piano attuativo, oppure ancora se si dovesse aspettare l’esito di un’eventuale impugnazione da parte del Comune della sentenza del TAR presso il Consiglio di Stato?

Per fugare ogni dubbio sulle difficoltà del bilancio comunale bisognerebbe sapere se tali somme già riscosse dal Comune sono state accantonate oppure impegnate e spese, in tutto o in parte.

Nel primo caso, il bilancio sarebbe tutelato anche nel caso l’accordo con Ossidiana dovesse saltare. Nel secondo caso sarebbero cavoli amari, perché non credo che il Comune di Treviglio sia in grado di restituire quanto avesse già speso, a meno di un pesante indebitamento.

Noi non abbiamo accesso alle informazioni. I consiglieri comunali sì. Da loro ci attendiamo una richiesta di informazioni in proposito quanto mai urgente.

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