“C’è chi dice no”

C’è chi dice no, e si chiama Juri Imeri, sindaco di Treviglio. Uno che ha fatto della serenità olimpica il suo modo per affrontare i problemi, quando non li nega del tutto.

Imeri ha detto no alla richiesta di convocazione di un Consiglio comunale urgente su Foro boario a seguito della sentenza del TAR che ha annullato il Piano attuativo per questa area, presentato da Ossidiana. La quale ha quindi messo lo stop ai versamenti di quanto dovuto per l’area, mettendo in crisi il bilancio comunale.

Cose ormai risapute, ma che vale la pena di ribadire. Una vicenda pesante con implicazioni che non sono bruscolini.

Ora, se forse sulla mancanza di requisiti di urgenza il Sindaco potrebbe aver ragione, non ne ha mezza sul rifiuto di convocare una seduta specifica del Consiglio su questa vicenda, competenza che fra l’altro è del presidente del Consiglio comunale e non sua. Imeri ha assunto una posizione politica di chiusura aprioristica a una esigenza di chiarezza e completezza. Non venga nemmeno a dirci che così risparmia i soldi dei contribuenti (per i gettoni di presenza dei consiglieri e i costi del personale), perché ha appena perso una causa che costa alle tasche dei cittadini 4.000 euro per rifondere le spese legali, come ha sentenziato il TAR.

Il fatto è che Imeri ha deciso di sposare la linea oltranzista di Pezzoni che mandò deserte, non presentandosi con tutti i suoi consiglieri, le riunioni dei Consigli straordinari convocati nel 2015 sulle vicende di piazza Setti e di Foro boario. Alla faccia dei problemi che c’erano e che la sentenza del TAR ha confermato esistere.

Insomma, un vizio di famiglia: per ora ai suoi concittadini Imeri concederà una sua informativa nel Consiglio programmato per il 31 gennaio prossimo.

Sei consiglieri comunali chiedono un caffè forte, con le audizioni di Revisori dei Conti, di Ossidiana, del responsabile del settore Urbanistica, e il Sindaco concede… l’acquetta di una sua informativa e basta? Qualcosa non torna.

Martedì prossimo è convocata la conferenza dei capigruppo, che deciderà l’ordine del giorno del Consiglio del 31 gennaio.

La richiesta di un Consiglio comunale specifico sul tema Foro boario rimane comunque in piedi. C’è sempre il Prefetto cui rivolgersi per vedersi riconoscere un diritto, come hanno fatto a Sarnico. I consiglieri di minoranza firmatari della richiesta (Calvi, Molteni, Ronchi, Rossoni, Pignatelli, Sonzogni) prenderanno in considerazione questa possibilità?