Problemi di bilancio: è partita la caccia ai 2,8 milioni di euro che mancano all’appello

La Giunta Pezzoni prima e Imeri poi hanno speso soldi che non potevano spendere, quelli anticipati da Ossidiana per l’acquisizione dell’area dell’ex Foro boario: 2,8 milioni di euro, di cui 1,5 milioni che Ossidiana ha voluto vedersi garantiti da fidejussione bancaria (!), su un totale dei 4.352.000 euro dell’offerta di acquisto.

Ma nei principi contabili degli enti locali vecchi e nuovi sta scritto a chiare lettere che né Pezzoni né Imeri li potevano spendere, perché l’entrata da alienazioni diventa concretamente disponibile e accertabile quando è certa, nel caso di Foro boario al momento del rogito. Questo è tanto più vero nel nostro caso perché il contratto stipulato con Ossidiana era infatti soggetto a condizione.

Nessun rogito è mai stato sottoscritto davanti al notaio, perché Ossidiana ha sempre subordinato il perfezionamento della operazione alla “intervenuta inoppugnabilità del Piano attuativo relativo all’Ambito 10 ex Foro Boario, precisando che costituisce condizione essenziale, a pena di decadenza della proposta, che non siano presentati ricorsi volti ad ottenere l’impugnazione dei provvedimenti di adozione e/o approvazione del Piano attuativo” (lettera di Ossidiana prot. 53418 del 22/10/2015).

La sentenza del TAR di Brescia, che ha accolto il ricorso presentato da Andrea Mossali e Giovanna Vertova, ha messo una pietra tombale, almeno per ora, sul perfezionamento dell’acquisto e sul rogito.

Sul fatto che Pezzoni e poi Imeri abbiano utilizzato i 2,8 milioni di Ossidiana, fregandosene delle norme e quindi in modo illegittimo, non c’è quindi dubbio di sorta: Pezzoni ha impegnato i soldi dei cittadini prima di essere certo che fossero concretamente disponibili.

Tutte condizioni e norme chiare e a conoscenza di tutti, compresi quelli che non le hanno rispettate. Il Collegio dei Revisori operante nella passata amministrazione Pezzoni ha glissato sibillinamente su una mia precisa segnalazione. Ma il pasticcio è rimasto.

Ha intenzione di affrontarlo il nuovo e neonominato Collegio dei Revisori? Nelle casse comunali dovrebbero esserci 2,8 milioni di euro in attesa di poter essere spesi ed invece non ci sono più: cosa hanno chiesto di fare all’amministrazione Imeri per coprire il buco?

E quanto ci costerà questa ennesima leggerezza della Giunta cittadina, per usare un eufemismo?

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