Amianto nell’ex Cava Vailata: l’iter prosegue

Martedì 7 marzo potrebbe essere una giornata nera.

In Regione è convocata la Conferenza di servizi sul caso TEAM, la società privato–pubblica (51% del gruppo Rota Nodari, 49% dei Comuni soci di SABB) titolare del progetto per la discarica di cemento–amianto nella ex cava Vailata di via Palazzo, zona sud di Treviglio.

La Conferenza potrebbe dare il via libera alla concessione della AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) necessaria per la realizzazione della discarica. Un progetto che, per gli evidenti problemi di sicurezza ambientale e di salute, non piace né alle amministrazioni comunali di Treviglio che si sono susseguite in questi dieci anni, né alle associazioni ambientaliste, né ai cittadini trevigliesi, e sicuramente nemmeno ai confinanti cittadini di Calvenzano e Casirate.

La Regione Lombardia è pressata dalla esigenza di trovare un sito dove smaltire il cemento–amianto dopo che è sfumata la possibilità di stoccarlo almeno in parte a Cappella Cantone e a Brescia. Il progetto TEAM è l’unico impianto previsto nella bergamasca. C’è tanta urgenza e tanto amianto in Lombardia che la discarica all’ex Vailata, se autorizzata, si esaurirebbe in pochi anni. Insomma, sarebbe già piena prima di aprire.

La stragrande maggioranza dei 35 Comuni soci di SABB non è mai stata calda nell’avversare questo progetto, che porterebbe un po’ di entrate nelle loro casse esauste. Entrate che tuttavia sarebbero di molto inferiori alle attese, a dimostrazione del fatto che sui ricavi milionari dello smaltimento si è favoleggiato e basta.

Infatti dai conti pubblicati dal Corriere Bergamo — una volta detratti i costi della bonifica e della realizzazione della discarica (22 milioni) — dei 33.300 mila Euro di ricavi previsti, ne rimarrebbero solo 11: un po’ più di 5 milioni lordi ciascuno per Rota Nodari e per i 35 Comuni di SABB. Ma, considerato che sarà il gruppo privato a gestire l’impianto, le entrate per i Comuni caleranno ulteriormente. E se anche le stime dei ricavi dovessero essere riviste al rialzo, a Treviglio con il suo 14,89% di SABB andrebbe meno di un milione di Euro. Risparmiamoci le ovvie considerazioni sul rischio e sulla candela.

Se martedì comunque non ci sarà fronte comune tra Treviglio e gli altri enti locali soci in SABB (una società ormai svuotata della funzione originaria perché gestisce solo pochi immobili), l’iter di realizzazione dell’impianto TEAM potrebbe fare un decisivo passo in avanti.

Certo potrebbe intervenire la sentenza del Consiglio di Stato, presso il quale pende un ricorso presentato sia dal Comune di Treviglio sia dal Comitato Tutela Ambiente avverso una sentenza del TAR favorevole al progetto. Ma quale sarà il dispositivo della sentenza?

Abbiamo sempre sostenuto che il passo giusto da fare sarebbe stato un altro, cioè intervenire impugnando le questioni ambientali e di sicurezza direttamente presso la Regione guidata da Maroni e presso un Assessore regionale all’Ambiente in quota Lega.

Sappiamo tuttavia che nemmeno Giussani (me l’ha confidato in Consiglio comunale in un attimo di surplace) si fida dei suoi. La qual cosa non depone bene. Incrociamo le dita.

 

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