Ciao Bri!

Brigida ci ha lasciati il 21 febbraio.

Era arrivata nella nostra segreteria come assistente amministrativa quando ancora ci chiamavamo “Primo Circolo di Treviglio”, il 1° settembre 2000.

Sapevamo che purtroppo il male che la affliggeva (“Adolf e Benito”, come li chiamava lei) non sarebbe stato mai sconfitto definitivamente, ma speravamo che le cure mediche e l’affetto di familiari e amici avrebbero prolungato la sua esistenza ancora per tanto tempo.

Ma quando se ne va una persona buona è sempre troppo presto.

E noi non eravamo pronti, probabilmente non lo si è mai.

Il dolore e lo sgomento ci sono caduti addosso all’improvviso e ci hanno lasciati senza parole, svuotati e bisognosi di silenzio e di memoria.

E di memorie se ne costruiscono tante in sedici anni vissuti insieme, tutti i giorni fianco a fianco.

Si costruisce anche uno stile comune, un comune atteggiamento nei confronti del lavoro, che nel tempo ha pervaso tutti, segreteria docenti collaboratori dirigente, e continua a contagiare chi si avvicina al nostro istituto.

Brigida amava il suo lavoro; vi si dedicava con impegno, serietà e responsabilità solo perché così deve essere; il suo atteggiamento non è mai stato quello del “vediamo se è di mia competenza” ma “come posso risolvere al meglio questo problema”.

Brigida era una sgobbona: forse non è un termine elegante, ma ha un’efficacia espressiva impareggiabile. Senza clamore e senza atti di eroismo, svolgeva il suo lavoro ed era soddisfatta solo quando era riuscita a farlo bene.

Brigida era gentile, sollecita e sorridente: nel rapporto con le persone (e nella scuola tutto il lavoro è rapporto con le persone) vedeva appunto la persona, con i suoi bisogni e la sua storia unica e speciale. Che si trattasse di un genitore alle prese con l’iscrizione del figlio, di un docente che voleva portare in gita la propria classe, di un bambino che chiedeva di telefonare a casa perché aveva la febbre, di un collaboratore che segnalava una perdita in bagno… lei c’era per tutti con la stessa attenzione.

Brigida era corretta e onesta. Non prevaricava sugli altri e non alzava la voce; sosteneva le sue posizioni con convinzione e caparbietà, ma sapeva anche accettare i compromessi per dare spazio a posizioni diverse dalla sua.

Brigida sapeva ridere di sé e della vita. La sua ironia intelligente e allegra non risparmiava nessuno, personaggi famosi e comuni cittadini, politici e colleghi di lavoro. Anche di fronte a situazioni complesse e faticose, sapeva cogliere un aspetto divertente che alleggeriva il lavoro a chi le stava vicino.

Abbiamo imparato tanto da Brigida e lei ha imparato da ciascuno di noi.

Ora lei non c’è più, ma lo stile che abbiamo costruito continua in tutti noi, perché è fondato su principi che sono più forti della morte: il rispetto, la solidarietà, la correttezza, l’impegno, la responsabilità.

Continueremo così anche in memoria di Brigida, amando il nostro lavoro, impegnandoci a fare le cose bene, senza proclami e senza fanfare, ma solo perché è il nostro dovere. Continueremo ad insegnare questo ai nostri alunni, perché abbiamo fiducia nel futuro e vogliamo che sia migliore del presente. Sappiamo che Brigida, se fosse stata ancora qui, avrebbe fatto lo stesso.

La dirigente e i colleghi dell’Istituto Comprensivo De Amicis di Treviglio