Foro boario: i misteri di un ricorso

È partito il ricorso al Consiglio di Stato presentato dall’Amministrazione comunale di Treviglio per l’annullamento della sentenza n. 39 del 9 gennaio 2017, con cui TAR di Brescia ha dato torto al Comune sul Piano attuativo presentato da Ossidiana per Foro boario.

Ricorso che la Giunta Imeri ha affidato all’avv. Leonardo Salvemini di Varese con delibera del 1° febbraio scorso, assumendo un impegno di una spesa per onorari di € 17.651,28 (“importo lordo, salvo conguaglio per spese allo stato non preventivabili”).

Trentotto pagine di ricorso, la stragrande maggioranza delle quali tese a sostenere che la sentenza del TAR di Brescia va annullata perché i ricorrenti firmatari del ricorso al TAR stesso non sarebbero stati legittimati a farlo.

Nell’attesa di ritornare sulla questione per gli aggiornamenti del caso, lascio a futura memoria alcuni interrogativi:

  1. l’Amministrazione Imeri avrebbe potuto portare in Consiglio comunale — opportunamente modificato quanto basta per rispettare la sentenza — il Piano attuativo bocciato. Con i numeri da maggioranza bulgara che ha in Consiglio, il nuovo Piano sarebbe stato approvato senza problemi. In pochi mesi. Perché allora ha scelto la strada del ricorso al Consiglio di Stato, una procedura che comporta tempi più lunghi (almeno un anno e mezzo/due)?
  2. Se l’Amministrazione Imeri ha optato per il ricorso al Consiglio di Stato, vuol dire che con Ossidiana, titolare del progetto di Piano attuativo, i rapporti sono chiusi? Perché? Nel caso, non sarebbe meglio spiegarlo anche ai cittadini?
  3. Se la questione con Ossidiana è chiusa e, in base agli accordi da entrambi sottoscritti, il Comune dovrà restituire a Ossidiana gli anticipi già incassati (€ 2,8 milioni) tenendosi in proprietà l’area di Foro boario, che senso ha presentare ricorso al Consiglio di Stato? Per annullare una sentenza del cui annullamento non se ne farebbe più niente?
  4. Se le cose stanno così, allora cosa c’è nella sentenza del TAR che questa Amministrazione non può accettare?
  5. Ogni Amministrazione comunale statutariamente delibera nell’interesse collettivo: perché allora l’Amministrazione trevigliese ha assunto un impegno di spesa per ben € 17.651,28 a carico del bilancio comunale, cioè dei cittadini trevigliesi contribuenti, per fare la guerra ad altri cittadini trevigliesi contribuenti che hanno sollevato un problema anch’essi nel nome di un interesse collettivo, e che i ricorsi li pagano di tasca propria? Parlarsi per trovare una soluzione non sarebbe più semplice, più logico e meno oneroso?