Asili nido: cosa c’è dietro l’angolo

Fra i provvedimenti dell’Amministrazione Imeri vi è una delibera di Giunta (la n. 3 dell’11 gennaio 2017), presa giusto all’inizio dell’anno, che propone l’adesione del Comune di Treviglio come partner al bando denominato “Con i bambini Impresa Sociale”.

Il Progetto attingerebbe dal “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, nato da un accordo tra Fondazioni di origine bancaria e Governo, avviando un primo bando dedicato alla prima infanzia (0–6 anni).

Il Comune si propone in questo progetto come partner con altri soggetti del territorio. Responsabili del progetto saranno, infatti, la Cooperativa sociale Città del Sole di Bergamo, l’ASST Bergamo Ovest, l’Università di Bergamo, la Provincia di Bergamo, gli Ambiti di Treviglio (Coordinamento servizio all’infanzia e Tutela).

Il progetto stilato dalla Cooperativa sociale “Città del Sole” di Bergamo prevede una integrazione dei diversi aspetti sanitari, sociali e pedagogici per rendere significativi l’efficacia e l’accompagnamento nei percorsi di salute, di riabilitazione e di inclusione sociale, oltre che in quelli della prevenzione delle diverse forme di fragilità relative ai minori di età fra 0 e 6 anni. Inoltre dovrebbe facilitare la partecipazione dei genitori per la condivisione di progetti autogestiti: i giardini aperti, laboratori di gioco e sostegno con banca ore, i servizi educativi di compresenza adulti e bambini 0–6 anni e di sostegno alla genitorialità, sportello di ascolto pedagogico e sostegno al gruppo di auto/mutuo aiuto tra genitori per avviare tra di loro una collaborazione concreta che risponda alle esigenze delle famiglie che di volta in volta emergeranno.

Fin qui un progetto interessante, che prevede una richiesta di finanziamento di 80 mila Euro, in parte usati per adattare una struttura alle attività.

Nella delibera si afferma che, per attivare e rendere effettivi questi nuovi servizi descritti dal bando, il Comune di Treviglio, in caso di accettazione del progetto, dovrà mettere a disposizione la struttura del nido di via Locatelli, attualmente adibita a nido d’infanzia di proprietà comunale.

La struttura di via Locatelli attualmente ospita il nido “Girasole” che, insieme al nido “Titigulì” di via Trento, fa parte delle strutture gestite dal Comune di Treviglio, che offrono servizio a circa 70 bambini dai 0 ai 3 anni.

Vengono a questo proposito spontanee alcune domande:

  • Perché per aderire a questo progetto viene messa a disposizione una struttura quale il nido Girasole di via Locatelli?
  • Dove finiranno gli attuali 34 bambini da 0 a 3 anni ospiti del nido Girasole?

Sembra evidente che, per poter attuare il progetto in premessa, il nido d’infanzia il Girasole sarà chiuso, con un evidente danno per tutta la comunità trevigliese.

È da tutti consolidata l’idea che i nidi comunali siano un’eccellenza nell’ambito dei servizi per l’infanzia e sono veramente pochi i Comuni che possono permettersi di avere due nidi così ben gestiti e con grande professionalità dalle educatrici comunali.

Proprio per questo trovo la proposta di usare la struttura del nido Girasole per servizi ai minori a maggior ragione non alternativa all’attuale offerta di aiuto alle famiglie con genitori lavoratori.

Proprio lo stesso candidato, poi diventato sindaco, Juri Imeri nel suo blog il 10 maggio 2016 affermava: “Io credo che nidi e micronidi privati siano una risorsa per la città e garantiscano un’offerta ampia ai genitori, ma credo anche che gli asili nido comunali vadano tutelati e consolidati, attivando contestualmente azioni sperimentali per il miglioramento della loro gestione e dell’offerta che propongono”.

Se è così, trovi un’altra struttura per il nuovo progetto, ma mantenga il nido Girasole e continui la grande tradizione trevigliese dei due nidi comunali, che tante amministrazioni comunali ci invidiano.

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