Proprio non ci siamo!

Nei giorni scorsi sulla sede della strada “bianca” che collega la via Canonica alla via Contessa Piazzoni, passando per la Cascina Pelisa, è stata realizzata una copertura in cemento armato per una larghezza di circa 3 metri.

Siamo sempre stati fra i sostenitori del recupero delle strade di campagna nell’ambito del PLIS della Gera d’Adda. Un recupero però mirato a rendere fruibili tali strade in un contesto di rispetto del paesaggio e in un’ottica di ripristino anche delle alberature presenti, molto spesso abbandonate o tagliate.

Per come è stato condotto l’intervento in oggetto ci sorgono invece diverse perplessità:

  1. il recupero di una storica strada di campagna (censita già nel Catasto Teresiano) e realizzato con del cemento, si scontra con il contesto paesaggistico della zona;
  2. era necessaria una gettata in cemento? La giustificazione che è stata presa dai progettisti (a quel che ci risulta ) è quella di un traffico veicolare agricolo pesante che avrebbe distrutto una strada realizzata con fondo in materiale naturale (tipo ghiaietto o ”calcestre”, volendo utilizzare il termine tecnico più appropriato). Tuttavia le strade simili e limitrofe, che portano dalla via Canonica all’area picnic del Bosco del Castagno, così come quella che dalla frazione Castel Cerreto porta alla Grotta di Lourdes, sono state realizzate in calcestre da diversi anni e sono lì da vedere: entrambe utilizzate sia dal traffico veicolare agricolo che come pista ciclopedonale, eppure il fondo ha tenuto bene. Allora perché questa cementificazione?
  3. è stato eseguito un lavoro che si discosta completamente da quello che era il progetto iniziale, perlomeno secondo quanto riportato nel comunicato stampa della Regione Lombardia (11 gennaio 2017), il comunicato che annunciava l’assegnazione di un finanziamento regionale al progetto trevigliese: in quel comunicato, appunto, si parlava di strade rurali in pietra di Zandobbio (detto anche calcestre);
  4. nella progettazione è stato completamente dimenticato il ripopolamento arboreo dei bordi della vecchia strada. Giova ricordare che la caratteristica storica delle strade campestri era quella di essere fiancheggiata da numerosi alberi per portare frescura ai viandanti che la percorrevano.

Era questa l’unica soluzione possibile? Non ci pare. Se guardiamo la zona dei fontanili di Farinate, nel PLIS di Capralba, vediamo un recupero delle strade bianche ivi presenti che rispetta le caratteristiche del territorio. La zona è prettamente agricola; il traffico veicolare agricolo pesante è decisamente superiore a quello del nostro territorio; eppure le strade vicinali che portano alle aziende agricole sono state recuperate in ghiaia e terra battuta.

Se dovesse passare questa nuova modalità di recupero sul nostro territorio, assisteremmo invece ad una totale cementificazione e desertificazione delle strade campestri, per giunta in un PLIS come il nostro, che ha valenza prevalentemente agricola.

Ci piacerebbe, a fronte di questo piccolo “ecomostro”, un intervento riparatore per ridare alla vecchia strada un suo aspetto in accordo col paesaggio circostante e finalmente realizzare, in armonia con il concetto di “bellezza”, il collegamento ciclo–pedonale dal centro di Treviglio al Bosco del Castagno.

Legambiente Bassa Bergamasca

ARIBI Trei’nbici

Team GEROBIKE

Comitato di Quartiere Geromina

Comitato di Quartiere Castel Cerreto