Una conclusione di buon senso

area-fiera-sudCon la decisione di rimuovere ogni possibile causa che le impedisse di portare avanti l’impegno preso con i suoi elettori, decisione comunicata nel corso del Consiglio comunale di martedì 28 ottobre, e con l’accettazione da parte del sig. Sindaco dell’azione della consigliera Ciocca di procedere all’alienazione della sua quota della proprietà soggetta ad esproprio come estinzione di ogni presupposto di lite, si è avviata a conclusione la vicenda che vedeva la consigliera Daniela Ciocca potenzialmente esclusa dal Consiglio.

Il Consiglio comunale ha chiesto la certificazione della volontà espressa verbalmente da Ciocca [*] per poter archiviare anche formalmente il caso.

Bene, sembra che il buon senso abbia prevalso (anche se questo ha un costo economico per Daniela Ciocca).

Nella serata, che sembrava avviarsi con il prevalere della discussione sul merito della faccenda e senza l’utilizzo di logiche di parte (ad es. il presidente del Consiglio comunale esprimeva subito il suo assenso alla cancellazione del contenzioso vista la volontà espressa da Ciocca) e quindi nel modo migliore in cui deve procedere il consesso di un organismo, sì politico, ma deputato a guidare la “cosa” locale, è risuonata solo una nota stonata: l’intervento del consigliere della Lega Nord, Francesco Giussani.

Il consigliere Giussani ha esordito dicendo che se la Ciocca avesse accettato subito l’offerta economica del Comune per l’esproprio del suo terreno non ci sarebbe stata questione, e che invece la Ciocca non ha risposto, sperando che altri facessero ricorso, in modo da lucrare di più. Altri hanno accettato e quindi perché la Ciocca non ha fatto altrettanto?

Proviamo a riflettere: un amministratore pubblico deve, pur se nell’interesse delle casse comunali, pagare meno del giusto ai cittadini soggetti ad un esproprio o deve tentare di corrispondere ai propri cittadini espropriati il prezzo più congruo al valore espropriato? La contestazione del Comune alla valutazione della Provincia deve tendere a risparmiare il più possibile (anche se a danno di alcuni cittadini) o ad avere una giusta valutazione? E se, come dovrebbe essere, si cerca di avere la “giusta” valutazione, questa non deve valere per tutti? Non dovrebbe valere anche per la Ciocca, pur appartenente a una parte politica avversa? Una amministrazione locale deve tutelare i diritti (diritti, non interessi) di tutti gli amministrati o perseguire solo logiche di risparmio?

Il pensiero è esposto pacatamente e rispettosamente, come ha più volte chiesto il sig. Sindaco, e come merita una questione così delicata riguardante, come ha ricordato  l’appassionato intervento di Minuti in difesa di Daniela Ciocca, il diritto di rappresentanza degli eletti.

In ultimo, in ordine di esposizione ma non di importanza, un grazie a Daniela Ciocca che con la sua iniziativa consente a molti cittadini di continuare ad avere in Comune il rappresentante che si sono scelti.


[*] Il 30 ottobre è stata protocollata in Comune la dichiarazione notarile richiesta.

 

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