Una campagna elettorale moderata e serena

“Una campagna elettorale moderata e serena” è il proposito del candidato sindaco della Lega Nord, Juri Imeri, per questa tornata.
Come non concordare, se l’alternativa sono gli schiamazzi che creano confusione e non fanno capire quali sono le proposte vere sul tavolo?
Ma questo nobile desiderio è davvero l’abito con il quale si presenta la compagine di (centro)destra?

Durante tutto il mandato nel quale Imeri è stato Vicesindaco, l’opposizione ha avuto le armi spuntate per il nuovo regolamento del Consiglio comunale, studiato ad arte per limitare gli emendamenti e per i documenti, anche importanti e corposi, consegnati poco prima della discussione. Anche se il contributo della minoranza è stato decisivo in più occasioni (vedi vicenda sugli ammanchi di SABB), con loro non è stata usata la disponibilità e l’invocata serenità.

Gli eletti in Consiglio, rappresentanti il 44% della popolazione (56% a 44% è stato il risultato del primo turno nel 2011, 60% a 40% il ballottaggio), dovevano di fatto tacere perché usciti sconfitti alle elezioni precedenti. Basterebbe ricordare tanti interventi del suo compagno di partito Francesco Giussani: possiamo definirli moderati?

I cittadini non sono stati considerati: sono saltate le proposte di referendum per piazza Setti nel 2015 e per Foro boario nel 2013 (quest’ultimo tema non è stato oggetto della campagna elettorale 2011 e la maggioranza non poteva dichiarare l’avvallo da parte degli elettori di centrodestra);  non sono state prese in considerazione nemmeno di striscio le firme di migliaia di persone alle quali si è risposto facendo saltare, mai successo prima, sedute di Consiglio comunale. Lasciando stare gli aspetti formali (l’impatto sul Bilancio pregiudica l’indizione del referendum, che a questo punto diventa uno strumento inutilizzabile) era doveroso consultare i cittadini di questioni di tale rilievo. Non lo hanno fatto per mantenere la serenità in città?

Buona parte della campagna elettorale 2011 del centrodestra si è retta sul mettere alla gogna la Giunta uscente perché aveva osato iniziare i lavori all’ex Upim poco prima della fine del mandato ed ora noi dovremmo stare sereni quando si vedono partire i lavori di piazza Setti a mandato finito in malomodo da mesi?

E dobbiamo assumere un comportamento moderato quando vediamo che Giuseppe Pezzoni, dopo aver presentato un certificato di laurea falso (elaborato da chi, è ancora da verificare), reo confesso, continua come se niente fosse ad imperversare attraverso i social, quando un minimo di senso della vergogna dovrebbe suggerire a lui moderazione e silenzio e ai suoi compagni la dovuta presa di distanza? E quale lezione vogliono darci questa volta: “Fate pure le peggior cose, tanto in pochi mesi la gente si dimentica tutto”?

Ci dica Imeri quando sarà possibile per noi ricorrere ad un minimo di agitazione per fare presente che le cose non sono andate tutte esattamente come le sta descrivendo lui.
Se non creiamo troppo fastidio, proveremo ad emettere un urlo sussurrato anche solo per ricordare che il loro comportamento è stato fin qui tutt’altro che moderato e sereno. Chi semina vento, raccoglie tempesta.

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