Discarica di amianto: risoluzione del Parlamento Europeo

496_fotoSiamo ad una svolta nel caso dello smaltimento dell’amianto, e quindi anche della famigerata discarica di Treviglio?

Nel marasma di normative frammentarie, pareri tecnici, delibere blitz e autorizzazioni facili, giunge da Bruxelles un tentativo di mettere ordine.

Il 14 Marzo scorso, il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione sulle “minacce alla salute sul luogo di lavoro e prospettive di eliminazione di tutto l’amianto esistente”.

L’intervento della UE conferma – semmai ve ne fosse stato bisogno – la vastità del problema, ed avalla le posizioni di chi, come noi, sostiene che l’attuale normativa in materia sia carente e potenzialmente foriera di disastri ambientali, sanitari ed economici.

Tale Risoluzione, sebbene ancora non vincolante poiché in attesa della conversione in Direttiva da parte della Commissione Europea, conferma la pericolosità dell’esposizione all’amianto anche in quantità minime e – soprattutto – che lo smaltimento in discarica non è la soluzione al problema.

Il Parlamento UE infatti afferma: “il conferimento dei rifiuti contenenti amianto in discarica non sembrerebbe il sistema più sicuro per eliminare definitivamente il rilascio di fibre d’amianto nell’ambiente (in particolare nell’aria e nelle acque di falda) e pertanto risulterebbe di gran lunga preferibile optare per impianti di intertizzazione dell’amianto. […] La realizzazione di discariche di rifiuti di amianto è una soluzione solo provvisoria del problema, che così viene lasciato alle future generazioni”.

Esattamente quanto sosteniamo da tempo!

Ma il Parlamento non si ferma qui e rincara la dose, sottolineando che bisogna “adottare misure – con il consenso dei cittadini interessati – volte a promuovere e sostenere tanto la ricerca delle alternative ecocompatibili quanto le tecnologie che se ne avvalgono” e “promuovere in tutto il territorio dell’Unione la realizzazione di centri di trattamento e inertizzazione dei rifiuti contenenti amianto, prevedendo la graduale cessazione di ogni conferimento in discarica di questi rifiuti”.

È chiaro che la UE ritiene che il tempo delle discariche sia finito, che bisogna inertizzare l’amianto e non buttarlo nei buchi del terreno.

E a casa nostra, invece, si continua ad andare avanti con gli iter di autorizzazione di nuove discariche di amianto… ci rendiamo conto che siamo completamente fuori strada?

Chiediamo ai nostri Governanti in Regione e Provincia di prendere atto che il mondo cambia, che le tecnologie avanzano e le nuove soluzioni devono tener conto delle peculiarità e delle esigenze dei territori su cui si vanno ad installare.

Come d’altronde la stessa Regione Lombardia sottoscrive, in quanto partecipante al Nimby Forum (pessimo nome), che afferma la necessità di “sviluppare la cultura del dialogo e della partecipazione, in cui i cittadini si sentano partecipi delle decisioni”.

Viene da chiedere: Quale dialogo? Quale partecipazione? Fino ad oggi non vi è traccia di alcuna condivisione delle scelte, che piombano invece sulla testa di cittadini cui non è concessa la minima possibilità di interazione.

Vedremo se il nuovo Assessore regionale all’Ambiente Terzi avrà finalmente voglia di cambiare le cose.

Noi, i famosi “cittadini interessati”, ci siamo!

La Risoluzione tocca anche un altro punto fondamentale: la classificazione dei rifiuti contenenti amianto.

Qui si è giocata fino ad oggi una partita basata su equivoci e buchi della normativa vigente, mentre oggi il Parlamento UE afferma senza ombra di dubbio: “Qualsiasi rifiuto contenente amianto sia classificato come rifiuto pericoloso”.

Considerando che per legge i rifiuti pericolosi vanno smaltiti in discariche che abbiano distanza minima di 500 metri dai centri abitati, e che, per stessa ammissione di TeAm, l’ex Cava Vailata si trova a 220 metri dal centro abitato di Treviglio (senza contare le abitazioni che si affacciano letteralmente sulla cava), risulta evidente che l’ipotetica discarica non rispetterebbe tale fondamentale requisito di legge.

Quindi, visti i notevoli cambiamenti in atto, siamo oggi sempre più convinti che il buon senso imponga che tutti i processi autorizzativi di discariche di amianto in itinere debbano essere immediatamente sospesi.

Riteniamo che allo stato attuale ogni azione in senso contrario possa risultare altamente irresponsabile e dannosa, ed invitiamo tutte le Istituzioni e gli Enti coinvolti a prenderne atto e ad agire di conseguenza.

Chiediamo in primis alle Amministrazioni di Treviglio, Casirate e Calvenzano, e più in generale a tutte le Amministrazioni che si ritengono “responsabili”, di attivarsi prontamente presso Regione e Provincia per sollevare ufficialmente tali riserve.

Carlo Mancino
Portavoce CCDAT

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