Dalla restaurazione alla canonizzazione

“È restaurazione” commentava lo strillo di un noto settimanale locale a proposito della nuova Giunta comunale Imeri–Pezzoni. Nuova si fa per dire, come ha dichiarato lo stesso neoSindaco. Si sono semplicemente scambiati i posti in due o tre.

La sera del ballottaggio, i supporter scandivano in piazza un nome: non quello del neoSindaco, ma quello del Sindaco dimissionario e dimissionato. Non “Juri, Juri, Juri”, ma “Beppe, Beppe, Beppe”. Tanto per dire chi comanda, alla faccia di tutto e di tutti.

Diventa residuale quindi la notizia che il Beppe, portato in Consiglio comunale dal voto — e qui nessuno ha niente da dire, ci mancherebbe — sia stato poi investito da Lega e dintorni della delega a Cultura, Comunicazione, Innovazione, Commercio e Turismo. In pratica le deleghe per esercitare le quali si è più esposti al pubblico e alle presenze in pubblico: la faccia della nuova amministrazione. La faccia della città. La faccia di tutti.

Dalle scope e ramazze al turibolo il passo è stato breve, brevissimo.

Giravolta notevole di parte degli organi di stampa, in discesa libera verso il tappetino sdraiati sul quale evidentemente è più comodo scrivere.

Quanto a noi, siamo sempre convinti del fatto che le leggi si rispettano. E sui reati (chiamiamoli con il loro nome) dispone la magistratura. Nessun tribunale popolare con giudici festanti eletti dal popolo (un mito della Lega, ricordate?) in questo Paese lo può fare. Almeno finora.

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