Hospice Anni Sereni: il paradosso annunciato

Da quasi un anno la Fondazione Anni Sereni, nota ai trevigliesi come Casa albergo, ospita nella nuova palazzina Pampuri sia l’hospice (8 posti letto) per accompagnare a un fine vita dignitoso e assistito i malati terminali, sia il nucleo “cure intermedie” (10 posti letto), destinato a pazienti fragili che, dimessi dall’ospedale, hanno ancora bisogno di assistenza medica e psicologica.

Mentre i posti letto per le cure intermedie sono “accreditati e contrattualizzati” per metà (5 su 10), nessuno degli 8 posti letto hospice, pur accreditati, è “contrattualizzato”, cioè convenzionato con la Regione Lombardia. Ergo, la struttura c’è ma — visti i costi a carico dei pazienti — i letti rischiano di rimanere vuoti. Finora hanno coperto i costi la Fondazione Anni Sereni e la ONLUS “Amici di Gabry”, che si sono accollati il 50% ciascuno, assistendo negli ultimi mesi 60 pazienti.

Impossibile tuttavia continuare senza la convenzione con la Regione.

E qui scatta il paradosso: la struttura c’è, perfettamente funzionale e apprezzatissima dagli utenti e dalle loro famiglie; la domanda c’è. Quella che manca è la politica, o per lo meno una politica che sia più attenta al territorio.

Nella bergamasca gli hospice sanitari si trovano a Bergamo (Clinica Palazzolo e Borgo Palazzo) e Vertova. Poi ci sono 4 posti letto a Branzi e 8 a Capriate gestiti da Case di riposo e che servono la Valle e l’Isola. La Bassa invece non ha altra struttura a disposizione che l’hospice della Fondazione Anni Sereni.

Cosa si oppone a una misura di buon senso come la stipula della convenzione con la Regione?

Non i numeri. L’Ospedale di Treviglio, insieme con Romano, ha preso in carico dal 1999 ad oggi circa 12.000 pazienti oncologici; l’incidenza dei tumori non è in diminuzione; la prevenzione registra i suoi successi, ma molti esiti sono tuttora infausti. Il bisogno c’è.

Forse si oppongono le politiche sanitarie: nella bergamasca non ci sono posti letto per le cure intermedie. Assegnare alle cure intermedie tutti e 18 i posti letto della palazzina Pampuri ha i suoi promotori. Ma sarebbe la fine del nucleo hospice.

Forse mette i bastoni tra le ruote la politica in senso stretto, visto che il presidente del CdA della Fondazione, Augusto Baruffi, che ha fortemente voluto la nuova palazzina e i servizi hospice e cure intermedie, è entrato da tempo in rotta di collisione con la Lega che governa la Regione.

La palla ora è in mano ai Sindaci dei tre Comuni della Fondazione (Treviglio, Caravaggio e Fara), da cui ci si aspetta un intervento presso la Regione perché “contrattualizzi” i posti letto dell’hospice Anni Sereni.

Non ha senso lasciare che i famigliari dei malati terminali del nostro territorio diventino, oltre a tutto, pendolari del dolore, come sta succedendo con i ricoveri dei loro cari in altri hospice lombardi.

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