Buco, buco ti cerco e non ti trovo

Il sindaco Pezzoni, dopo aver dimostrato di non conoscere le regole del Patto di stabilità ed essersi vantato per aver coperto un buco inesistente, ci riprova in un modo ancora più goffo, dicendo che gli ormai famosi 9 milioni non si riferivano al saldo negativo del Patto di stabilità ma ad un fantomatico buco di bilancio, creatosi a seguito della mancata vendita delle farmacie: «Ci siamo trovati con 9 milioni in meno e con i lavori dell’ex UPIM avviati nonostante mancassero i fondi, solo transitoriamente garantiti dal “prestito flessibile”».

Se fosse vero quanto afferma, significherebbe che ci sarebbero state pesanti irregolarità nella contabilità del Comune. Se fosse vero, gli uffici comunali avrebbero cioè sottoscritto l’appalto per la ristrutturazione dell’UPIM da € 5.600.000 con una copertura finanziaria garantita solo temporaneamente dal prestito flessibile. Se fosse vero, in mancanza della vendita delle farmacie, si sarebbe creato un buco di bilancio. A fronte di queste premesse la sua Amministrazione avrebbe “coperto” il buco (inventato), facendo a meno di quei 9 milioni.

Le affermazioni di Pezzoni stanno alla ragioneria pubblica come i cavoli a merenda. Lo dimostra, più che quello che dice, quello che non ha fatto in conseguenza delle sue affermazioni. Infatti, se c’è un buco nel bilancio, l’ordinamento contabile degli enti locali prevede che debba essere coperto seduta stante. Subito. Invece non c’è nessuna delibera tra quelle pubblicate sino ad oggi di una tale azione di copertura. D’altra parte, se ci fosse stato veramente un buco nel bilancio, la prima cosa da fare sarebbe stata di coprirlo almeno parzialmente usando il cospicuo avanzo di € 1,3 milioni lasciato dalla Giunta Borghi. Invece la bella sommetta è stata spesa quasi interamente per altro. Allora?

Se fosse vero quello che ha affermato Pezzoni, si profilerebbero illeciti contabili per i funzionari comunali (!!!), perché avrebbero attestato la regolarità contabile dell’appalto UPIM (€ 5.600.000) in assenza di entrata certa; responsabilità amministrativo–contabili per il Collegio di revisione, che non sarebbe intervenuto imponendo l’immediata adozione delle necessarie misure di copertura. Dulcis in fundo, se fosse vero quanto lui stesso dice, il sindaco Pezzoni, che — oltre a non aver ancora coperto oggi il buco di bilancio che dice di aver così abilmente scoperto — ha pure speso l’avanzo di amministrazione lasciatogli in eredità, concorrerebbe anche lui in prima persona al danno erariale!

Se fosse vero quanto dice Pezzoni, allora non si capisce perché l’attuale Assessore al bilancio, Sabrina Vailati, a tre mesi dal suo insediamento e sicuramente dopo aver ben controllato ogni importo, a settembre ha fatto approvare al Consiglio comunale una delibera in cui si dichiarava che il bilancio era in equilibrio. Vuol dire conti a posto. Ovviamente nemmeno qui compaiono le misure urgenti di copertura del fantomatico buco.

Veniamo al finanziamento ex UPIM. Ad oggi non è cambiato proprio niente: ora come allora è finanziato con un normalissimo mutuo che dava e dà copertura completa e compiuta al finanziamento dell’opera fin dal momento della sua accensione. Non è vero, come ha detto e dice il Sindaco — non guasterebbe un suo maggior impegno nel leggere il bilancio del Comune che amministra — che l’ex UPIM era finanziato dalla vendita delle farmacie. Tanto che dei 9 milioni previsti come entrata dalla vendita delle farmacie, ne ha fatto a meno perché erano allocati nel bilancio di previsione e, non essendo stati realizzati, naturalmente non erano stati usati.

Pezzoni si vanta di aver tappato il presunto buco togliendo l’entrata dalla vendita delle farmacie per 9 milioni, che non ha però sostituito con niente. Anche Tremonti farebbe fatica a capirla questa manovra: per riequilibrare un bilancio non si tolgono le entrate, bisogna metterle!

Queste le mie doverose precisazioni che spiegano perché il buco di bilancio non esiste e non è mai esistito. Siccome però stiamo parlando di milioni di euro dei cittadini, mi aspetto che i Revisori dei conti del Comune dicano la loro.

Elena Stucchi, ex Assessore al Bilancio

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