Ricordando Lella

Cara Lella,

non avrei mai pensato di dover scrivere questa lettera… Nonostante da tempo fossimo a conoscenza dei tuoi problemi di salute, noi tutti abbiamo sperato in cuor nostro che il momento del distacco non arrivasse mai, o che quantomeno giungesse il più tardi possibile. Invece il destino ha voluto che ci lasciassi così, troppo presto, e intorno a noi è rimasto un vuoto incolmabile.

Ti ho conosciuta meno di un anno fa, nel momento in cui decisi di avvicinarmi all’impegno politico. Come potevo non farmi conquistare dalla tua straripante voglia di lavorare per gli altri, dal tuo sorriso contagioso, dal tuo metterti a disposizione sempre e solo per il bene del Partito Democratico? Quel terribile male che ti ha strappato a questo mondo ed agli affetti più cari, per te non è mai stato un problema, l’hai affrontato con il coraggio e con la forza che solo le grandi donne hanno. Una forza che noi tutti sentivamo scorrere nelle tue vene. Una forza che io stesso vorrei avere sempre per affrontare i momenti difficili che la vita ci propone ogni giorno…

Ancora oggi mi chiedo dove tu abbia trovato tutto questo coraggio, questa incredibile voglia di vivere, questa forza per prendere a pugni un destino amaro che hai combattuto giorno dopo giorno, senza far trasparire la minima debolezza. Ricordo con malinconia e profonda tristezza le nostre ultime conversazioni telefoniche: nonostante la malattia stesse inesorabilmente avanzando, avevi sempre a cuore le sorti del nostro partito e volevi essere al corrente di quanto stava accadendo. Persino quando venni a farti visita in ospedale, la prima cosa che mi chiedesti fu: “Come procede l’organizzazione del congresso? Hai bisogno di aiuto? Se c’è qualche problema ho qui con me il cellulare”.

È difficile scriverti ora, perché la ferita è ancora aperta e chissà per quanto tempo ancora lo rimarrà. È difficile mettere nero su bianco un fiume di emozioni che percorre il cuore e la mente. Ed è ancora più difficile anche solo immaginare ogni evento del nostro partito senza di te. Mercoledì durante la manifestazione per il 25 aprile, mentre percorrevo le strade della nostra città, ho pensato che era la prima manifestazione senza di te; proprio tu che credevi e sostenevi senza “se” e senza “ma” i valori della Resistenza, dell’uguaglianza e della lotta per un mondo migliore. Penso di non essere stato l’unico ad aver avuto questo pensiero…

Ho un unico grande rammarico, di averti conosciuta troppo tardi e di non aver potuto condividere con te più tempo; ma in me rimane la consapevolezza di aver avuto la fortuna di lavorare, seppur per pochi mesi, al fianco di una grande donna di cui ho sempre apprezzato il carattere forte e la schiettezza che solo i grandi hanno. Come del resto ho sempre apprezzato il tuo vivere in prima persona la politica, mettendoci sempre la faccia, affrontando le questioni con la passione di chi crede ciecamente nei valori che da sempre guidano il nostro pensiero politico.

Solo un mese fa partecipasti al nostro congresso: non potrò mai dimenticare il tuo gesto di venire al nostro circolo per votare la mia candidatura a coordinatore. So che fu l’ultima volta che le forze ti permisero di uscire da casa: un gesto di grandissimo amore verso il partito e verso tutti noi; lo porterò sempre come ricordo indelebile nel mio cuore. Quel giorno avevi un sorriso speciale, il tuo inconfondibile sguardo radioso tradiva una grande emozione che a fatica nascondevi. Nonostante la sofferenza eri la persona più felice tra i presenti, vedevi realizzato un percorso iniziato insieme qualche mese prima, avevi raggiunto, insieme a tutti noi, un traguardo che tu avevi contribuito a realizzare in prima persona. E in quello sguardo c’era sempre quella voglia di vivere e di lottare che non ti ha mai abbandonato. Quella stessa luce la rivedo negli occhi dei tuoi figli che, insieme a Franco, sono i testimoni dell’esistenza di una donna straordinaria.

Oscar Wilde diceva: “Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte delle persone esiste e nulla più”. Tu eri una di quelle rare persone che vivevano e, aggiungerei, lottavano per degli ideali.

Un abbraccio forte e grazie per quanto mi hai dato…

Erik Molteni
coordinatore PD Treviglio

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