The Italian Dream (visto da un’Americana). Prima parte

453_melbourneUscire di casa è una delle esperienze fondamentali della vita. Quando si è piccoli il mondo fuori dalla finestra è un mistero ed esplorarlo per la prima volta è un’avventura affascinante ed emozionante. Oggi anche “ITrevigliesi.it” ha deciso di “uscire di casa”, per avere uno sguardo nuovo con cui indagare la quotidianità. In fondo è vero che se si osserva un quadro da troppo vicino si vedono solo le pennellate e si perde il disegno nella sua interezza. Così avviene anche nella politica e nelle vicende che ci riguardano direttamente.

Siamo andati in America, Florida per la precisione, dove abbiamo potuto chiedere ad una amica come è l’Italia, la nostra casa, vista da lì.

Incontriamo Betsy, un’amica che ha partecipato attivamente e con passione alla campagna elettorale di Obama.

Ciao Betsy, come va? Hai voglia di raccontarci un po’ di te?

Ciao a tutti, allora… Mi chiamo Betsy (il soprannome di “Elizabeth”) Stansifer, vivo con mio marito, Ryan, sulla costa est della Florida centrale, a pochi passi dall’oceano e a circa 50 miglia a sud di Cape Canaveral, il più importante complesso di lancio di missili spaziali. Abbiamo due figli ma entrambi vivono fuori di casa, stanno studiando per il loro Ph.D (il dottorato di ricerca, NdR).

Quali credi siano le maggiori differenze tra la politica italiana e quella americana?

A dire la verità mi cogli impreparata, non sappiamo molto della politica italiana, sappiamo che c’è la crisi in Europa ma niente di più…

Allora ti aggiorno io: in Italia stiamo vivendo un periodo di disaffezione alla politica, soprattutto i giovani. È lo stesso anche da voi?

È difficile da dire, alcune persone si disinteressano della politica ma quest’ultima elezione ha coinvolto molte persone, soprattutto i conservatori, che erano decisamente anti-Obama.

Mi sembra di capire che in molti hanno partecipato attivamente…

Esatto, c’era molto interesse e attesa per queste elezioni, i conservatori in particolare tenevano molti cartelloni elettorali nei loro giardini (in America non è raro trovare sostenitori che pubblicizzano un candidato con slogan e immagini elettorali affisse nella loro proprietà privata o sulle macchine, NdR) e hanno scritto numerose lettere indignate ai giornali. Molte persone, tra cui alcuni miei amici, continuano ancora a postare su Facebook, cose del genere (soprattutto riguardanti temi cari ai conservatori più che su Romney stesso). Quindi si, abbiamo partecipato e partecipiamo ancora…

So che anche tu hai fatto la tua parte, ma cosa hai fatto nello specifico?

Io lavoravo assieme ad altre persone: un gruppo telefonava ai possibili elettori e li esortava a votare Obama, io invece mi occupavo di registrare ciò che emergeva dalle telefonate, l’opinione dell’interlocutore, in modo tale da capire se si poteva richiamare in un secondo momento quelle persone o meno. In questo modo ci facciamo anche un’idea di come potrebbero andare le votazioni.

Interessante, e come mai hai deciso di partecipare così attivamente?

A dire la verità stata una decisione rapida, dettata dall’emozione…

In che senso?

Ero preoccupata dal fatto che Obama potesse non essere rieletto…

E quindi hai deciso di lavorare per la sua vittoria…

Esatto!

(Betsy mi fa notare che mentre si svolge questa intervista, il 21 gennaio, sono in corso i festeggiamenti per l’elezione di Obama, è molto contenta.)

In Italia ci sono stati casi di politici che utilizzavano soldi dello Stato per propri fini, perciò i cittadini stanno chiedendo più trasparenza agli amministratori chiedendo di rendere pubblici i loro redditi. Come funziona in Florida?

Non credo che avremo mai questo tipo di problemi, sicuramente non in tale misura… Da noi i politici devono rilasciare le proprie dichiarazioni dei redditi e l’ammontare viene riportato sui giornali. I candidati devono rilasciare almeno due anni di guadagni. Obama, come è normale, ne ha resi pubblici di più mentre Romney si è rifiutato. Ovviamente in molti hanno visto questo fatto come sospetto.

Quando qualcuno è eletto alla presidenza deve rinunciare al controllo sui propri investimenti in modo da non cercare di aumentare il proprio benessere con le azioni di governo.

In Italia stanno aumentando a dismisura le sale da gioco d’azzardo. È un problema che è difficile da risolvere; le leggi che regolamentano ci sono ma non riescono ad arginare la crescita…

In America i provvedimenti a riguardo sono affidati alle decisioni dei singoli stati, a volte anche delle singole città negli stati che lo permettono.

Un altro problema che stiamo affrontando è quello di regolamentare i flussi migratori, il problema esiste anche America? Come funziona da voi?

Non so molto a riguardo, so che c’è un test per ottenere la cittadinanza ma non so quali siano i requisiti richiesti. Sai, giusto ieri sera, mi raccontavano di una donna olandese che è attualmente una cittadina canadese. L’anno scorso ha sposato un americano e ora sta chiedendo la cittadinanza americana: fino a che non ottiene la documentazione che attesta la sua cittadinanza non può lasciare il paese dato che, in quanto cittadina canadese, non può restare più di sei mesi qui da noi.

Per salutarci, ora che ti ho raccontato la situazione politica italiana, che cosa diresti a un giovane italiano?

(Ride) non è facile… Ma mi auguro che il valore dell’onestà sia la guida di ogni ragazzo impegnato in politica.

Grazie Betsy, nel prossimo appuntamento (tra qualche settimana) parleremo più nello specifico dell’America e della tua esperienza nella campagna elettorale. Ci sentiamo presto! Alla prossima…

[Continua…]

Gabriele Lingiardi e Silvia Casazza

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