La folla e il deserto /2

milano-di-seraBuongiorno,
vi scrivo in merito all’articolo pubblicato in data 18/02/2013 “La folla e il deserto”.

Io sono un ragazzo di 28 anni di Milano. Nel giugno del 2010 mi sono sposato con una ragazza trevigliese e per scelta comune (dettata anche da ragioni economiche) abbiamo deciso di mettere su casa proprio qui a Treviglio. In questi 3 anni mi sono molto stupito di quanto questa città sia “morta” nelle ore serali. Reputo ciò un vero peccato perché un così bel centro storico sarebbe una location perfetta per una serata tra ragazzi di ogni età, ma anche per famiglie, anziani, insomma, per tutti.

So che paragonare una realtà vasta come quella milanese a quella ben più piccola della nostra città è un po’ fuori luogo, però vorrei portarvi un paio di esempi che potrebbero dare vita (è proprio il caso di dirlo) alle nostre serate.

Trovo veramente triste che nello spazio “Succede a Treviglio” presente su ogni vostra pagina per 11/12 dell’anno vi sia la dicitura “nessun evento segnalato”. Basterebbe davvero poco. Mi viene in mente che ogni tot mesi (in ogni stagione) in via Dante (a Milano) e circondario allestiscono mostre fotografiche all’aperto con un percorso che va dal Duomo fino al Castello sforzesco. Pensate che bello se al posto di quelle orride piante a palla ci fossero delle foto di un Paese lontano, i colori di un mercato di spezie in Marocco, gli arcobaleni sottomarini di uno dei paradisi terrestri o il reportage di una guerra che magari neanche conosco; e poi chissà, magari tra una foto e l’altra vedrei un bel paio di pantaloni che mi piacciono… farei girar l’economia e insegnerei a mio figlio Tommaso di un anno e mezzo come è fatto il mondo in cui vive…

L’happy hour… ho l’impressione che qui neanche sappiano che cosa sia. Locali sempre pieni con vassoi di pasta, carne, insalate, insomma, di tutto e di più, che si riempiono magicamente ogni 10 minuti. Ma qui c’è in problema di fondo. Tempo fa ero a passeggio per le vie del centro in una giornata particolarmente calda. Mia moglie — che all’epoca era incinta — entrò in un bar per rinfrescarsi. Quel bar era davvero carino con tavolini all’esterno, in una bella location. Allora ci chiedemmo come mai non organizzasse nulla nelle serate. Ci risposero che non era possibile perché erano già stati ammoniti dalle forze dell’ordine per aver disturbato, alle 21, i residenti con un po’ di musica (assurdo). Caso simile a questo, l’iniziativa della scorsa organizzata da Jammin’ e Charleston in piazzetta Santagiuliana: musica dal vivo e piccoli eventi correlati… all’ora dell’aperitivo?! In piazzetta Santagiuliana?! In estate?! Scelta assai limitata e limitante… non trovate? Eppure… evidentemente, anche in questo caso, qualcuno ha “segato le gambe” agli organizzatori… E, a questo proposito, perché non valorizzare il nostro famoso “Foro boario”? Voi conoscete le intenzioni sul “destino” di questo spazio? Nessuno comunica nulla, si ventilavano ipotesi davvero tristi e una relativa petizione contraria… Una giusta e puntuale informazione fa parte dei diritti dei cittadini, per questo chiediamo la vostra collaborazione.

In viale Monte Nero (a Milano) è presente un locale famosissimo tra i giovani milanesi, chiunque lo conosce: il MOM. Non è nulla di che, pochi tavolini, piccolino, eppure credo che sia uno dei locali più frequentati di Milano. Il segreto? I bicchieri di plastica… ebbene sì. Di fronte a esso è presente un piccolo parchetto (non più grande dello spazio di fronte all’ex Upim); tutte le sere, da maggio a ottobre, centinaia di giovani si ritrovano con una birra, una bibita o un cocktail in mano per passare una bella serata insieme all’aperto, piuttosto che emigrare per andare nel solito pub a 15 Km, come succede a tutti i giovani trevigliesi! Anzi, magari i giovani dei paesini del circondario verrebbero qui! Pensate che bello, gruppi di ragazzi che ridono, scherzano, suonano, ballano o si conoscono; magari sui gradini della Basilica, davanti e dietro al Santuario o magari nei giardini della circonvallazione (almeno qualcuno li utilizzerebbe).

Mia moglie, nata e cresciuta a Treviglio, mi dice che lei e i suoi amici fin dall’adolescenza si sono trovati in questa situazione e che a Castel Rozzone c’è più vita che a Treviglio, perché ci sono 2 locali che perfino i Trevigliesi preferiscono a quelli che ci sono nella loro cittadina… ma è possibile?

Questi son solo pochi esempi, ma ne potrei proporre molti altri.

Qui è il Comune che si deve imporre (con l’attuale Giunta dubito fortemente che si posso fare qualcosa ma… chissà?) ma soprattutto la mentalità della gente.

Grazie per l’attenzione, buona giornata.

Alessandro Motta

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