Mi spezzo ma non mi spiego

chiosco fiorista sfitto al Cimitero di TreviglioChiosco dei fiori al civico cimitero. Anzi, chioschi. Sono due. Uno, “storico”, gestito da Graziella Resmini e Renata Dal Ben. Ma non parliamo di questo. L’altro, dato in concessione a CinqueStelle Design di Marini, adesso è vuoto. Il concessionario ha dato infatti disdetta anticipata.

Per conoscere le intenzioni della Amministrazione comunale ho presentato una interpellanza, chiedendo quando l’Amministrazione avrebbe emesso il bando per la nuova concessione e quale base d’asta avesse intenzione di definire, date le attuali condizioni del mercato. I problemi sono infatti questi: niente concessione operante, niente introiti per le casse comunali. Niente secondo chiosco in attività, niente offerta variegata ai consumatori e condizione di monopolio oggettivo del chiosco rimasto in attività. Monopolio che, al di là delle intenzioni, favorisce chi vende ma non automaticamente chi compera. Che risposta è arrivata? Non una risposta nel merito delle domande, ma una requisitoria sulle procedure applicate dalla Amministrazione precedente. Ma toh!

Per la cronaca, l’Amministrazione precedente, applicando la normativa, mise fine all’accordo privato, non più lecito, sostituendolo con un bando pubblico al massimo rialzo. Procedura che il TAR, chiamato in causa, ha riconosciuto come corretta e trasparente.

Ora, è sicuramente necessario “allineare” le concessioni dei due chioschi (la durata temporale è diversa, sono sproporzionati i canoni pagati dal concessionario determinato sulla base della normativa precedente e quelli pagati dai nuovi concessionari post bando) per metterli a gara nello stesso periodo, come mi è stato detto in Consiglio. Ma visto che la concessione di quello in attività scade nel 2018, nel frattempo cosa si fa? Si provvede a un nuovo bando o si lascia una situazione di monopolio per 5 anni, quelli che intercorrono tra oggi e il 2018? Sarebbe una situazione accettabile per i consumatori e per le casse comunali? Sto ancora aspettando la risposta.

Alla fine e per ora, non sono io che posso cantare “Grazie dei fior”, ma qualcun altro sì.

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