A margine della convention di Forza Italia

pignatelliNella prima riunione politica convocata da Forza Italia all’Auditorium della Biblioteca dopo 4 anni di sonno e di assenza (l’hanno detto loro), è andata in scena la resurrezione. Ha officiato il rito Alessandro Sorte da Brignano, assessore regionale e segretario provinciale di F.I., un nazareno molto più espanso e molto più ciarliero dell’Originale, cui va il nostro rispetto. Cambiata la parola d’ordine (Alzati e cammina è stato sostituito da Càndidati e cammina), Lazzaro-Forza Italia è comunque risorta.

Non c’erano palme agitate al vento ma palmi di mano agitati or qui or là in un applauso che è diventato ovazione quando l’officiante ha dichiarato che alle elezioni del 2016 Forza Italia presenterà un candidato sindaco suo. Un iscritto a F.I., di sicura esperienza, alto 1,78, longilineo, di piede n. 43, di professione avvocato, e non ossigenato.

Suspense nella platea: chi sarà mai?

È a questo punto che Pinuccia Prandina, alla cui intuizione non è sfuggito dove si andasse a parare, è caduta in uno sconforto indignato. Lei che – lo dice sempre – ha la schiena diritta (meno male, non soffrirà di scoliosi) dovrà piegarsi al volere supremo? Mollare il sindaco in carica e caricare la candidatura di Gianluca Pignatelli alla prossima competizione elettorale?

Con uno spirito giovanile che resiste alle rughe, ha scandito la sua alterità, ricordando di essere lealmente pezzoniana. E già che c’era, visceralmente anticomunista.

Tenera. Non passa mai il tempo per lei sotto il capello platinato. Ferma e risoluta nelle sue scelte, con l’effetto lacca che si è espanso sotto la cute fissando princìpi e pensieri, ha affermato che continuerà a stare con l’Amministrazione Pezzoni perché – come disse in un’altra storica dichiarazione – è un baluardo contro la sinistra. Donna dalle radici inamovibili! Non esce mai dai film della cineteca Luce e vede comunisti dappertutto, scambiando per cosacchi accampati in piazza S. Pietro ad abbeverare i cavalli – come diceva la propaganda in tempi di Guerra fredda – i suoi colleghi della minoranza, che arrivano nella piazza della chiesa in bicicletta e con le borse della spesa fatta a Tigotà o al mercatino della frutta. Comunque, quando affronterà la sinistra a cui deve fare da baluardo insieme con la Giunta, me la presenti per cortesia: io non so neanche dov’è e ci terrei a ritrovarla.

Magico l’intervento di Oreste Risi, l’altro consigliere di Forza Italia incardinato come la Pina sul sì a Pezzoni. Due parole, due sorrisi, due tarantellate con esortazioni all’unità che non fanno mai male, e poi via (non era aria) a confondersi con la tappezzeria. Solo che nell’auditorium della Biblioteca la tappezzeria non c’è. Qualcuno lo scoverà, prima o poi.

Vedremo allora cosa succederà.

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