Il candidato sindaco si è convertito

Buona la prima!

Il candidato sindaco Juri Imeri ha accompagnato di persona in Comune le 1.289 firme raccolte (non da lui) per ripristinare la gratuità del servizio Idrokin (vedi articolo precedente su «iTrevigliesi») e consegnate con tanto di riprese TV al subcommissario prefettizio Marotta.

È lo stesso vicesindaco Imeri che ha contribuito a gettare nel cestino, nell’ordine, le firme raccolte per Piazza Setti, le firme raccolte per Foro boario, le firme raccolte dai cittadini di via Caboto.

Si sarà convertito? Vuoi dire che adesso le firme di cittadini contano? Può essere, e sarebbe una buona notizia per i cittadini.

Oppure può essere quella botta di democrazia che colpisce i candidati sindaci durante la campagna elettorale, salvo poi tornare ad accarezzarsi il pelo che avevano prima.

Non solo. Fiero lo è il candidato sindaco, ma anche un po’ sbadato e immemore. Se c’è un commissario che ha assunto un provvedimento contestato da 1289 firme, è perché c’è stato il commissariamento del Comune. Chi bisogna ringraziare? Senza contare che, se ci sono stati o ci saranno tagli qua e là alla spesa corrente per associazioni e per servizi, i tagli potrebbero chiamare il candidato Imeri “papà” visto che sono figli delle scelte della passata Amministrazione.

Nel frattempo, tuttavia, una foto o un video non guastano. Tutto fa voto. Almeno così si spera.

 

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