Tra Ionesco e Celentano: cronache del Consiglio comunale

La pièce andata in scena nel Consiglio comunale del 30 maggio scorso è degna del teatro dell’assurdo di Eugène Ionesco.

All’ordine del giorno c’era la discussione di una interpellanza del gruppo PD su una transazione tra il Comune e un cittadino, transazione sottoscritta per mettere fine a una causa per usucapione. Per farla breve: il cittadino, di cui non importa il nome, rivendicava per usucapione un terreno di proprietà comunale. A tale tentativo si era opposta in tribunale la giunta Borghi. Con la delibera n. 100 del 2012, invece, la Giunta Pezzoni aveva messo fine all’iter giudiziario, sottoscrivendo un accordo transattivo con il privato cui aveva ceduto il terreno di proprietà pubblica per 200.000 euro.

Nell’agosto dello stesso anno, per avere lumi sulla virata di 180° effettuata dalla giunta Pezzoni su una usucapione considerata fino ad allora insussistente e per discutere dei contenuti molto discutibili della transazione offerta, arrivò in Consiglio comunale una interpellanza che chiedeva conto dell’operazione. L’interpellanza aveva la mia firma (allora ero consigliere comunale) e quella di Francesco Lingiardi.

Cosa non quadrava, secondo noi? Il fatto che fosse un accordo al ribasso (il cittadino tenta di usucapire e gli faccio pure uno sconto di 76.000 euro sul valore di 276.000 euro stimato dagli Uffici tecnici comunali?). Il fatto che il Comune avrebbe potuto mettere all’asta quel terreno, ricavando sicuramente di più. Il fatto che non si aliena una proprietà comunale con accordo privato.

Nel 2012 ricevemmo risposte tanto poco convincenti che presentammo un esposto alla Corte dei Conti, annunciato in Consiglio e motivato con il diritto–dovere dei consiglieri comunali di chiedere il controllo di atti amministrativi su cui hanno avuto tante riserve e poche risposte.

Cinque anni dopo, con lettera protocollata il 9 maggio 2017, la Corte dei Conti chiede alla Amministrazione trevigliese la documentazione inerente l’esposto e il procedimento assunto nel 2012. La notizia qualcuno la passa alla stampa (il Comune ha sempre spifferi ben direzionati) e la capogruppo del PD Laura Rossoni presenta una interpellanza, cofirmata con gli altri consiglieri PD ma gestita poi in prima persona.

E siamo alla seduta del 30 maggio, quando l’interpellanza va in Consiglio comunale. Per l’Amministrazione comunale risponde la Segretaria, che fa riferimento alle risposte già date dalla amministrazione Pezzoni ai consiglieri nel 2012, senza per altro esplicitarne mezza, e aggiunge qualche considerazione giuridica e la notizia di aver trasmesso documentazione alla Corte.

Cosa replica Rossoni? Trascrivo.

Ringrazio il Segretario per le precisazioni, che sono a mio parere più esaustive rispetto a quelle che ho trovato nella precedente risposta, devo dire, perché ha argomentato, secondo me, in modo un po’ più analitico lo sviluppo dell’iter di causa, in effetti ci diceva che alla Corte dei Conti sono stati trasmessi anche i verbali.

Io, diciamo come modo mio di fare politica, non ritengo che la politica si debba fare con gli esposti alla Corte dei Conti, però, nel momento in cui la stampa ha opportunamente diffuso la notizia, ci sembrava doveroso chiederne conto e chiedere di essere informati sull’iter e sapere, appunto, quale era stata l’interlocuzione con la Corte dei Conti.

Ringrazio il Segretario e mi auguro anch’io che la Corte non trovi nessun tipo di rilievo e aderisca, diciamo, alle difese, alle controdeduzioni del Comune. Grazie”.

Che dire? Non un contenuto citato. Non un plissé. Non un rilievo, a parte la presa di distanza dal gruppo PD precedente perché “non ritiene che la politica si debba fare con gli esposti” (sic!).

Vorremmo tanto sapere quale ruolo ha il consigliere comunale di minoranza se non quello, principale e insostituibile, di controllare gli atti amministrativi di chi governa la città e di combattere così lo sperpero eventuale di denaro pubblico. Usando i pochi strumenti cha ha a disposizione, tra cui l’esposto alla magistratura competente, cui chiede di verificare se i dubbi avanzati sulla regolarità e correttezza di un atto sussistano o no. Cosa che la Corte dei Conti sta facendo, muovendosi per indagare un provvedimento su cui ritiene il caso di indagare. Fosse stato tutto chiaro e perfetto, avrebbe archiviato.

Che senso ha presentare una interpellanza per sentire alcune disquisizioni giuridiche già note e per sapere dalla Segretaria che alla Corte dei conti sono stati mandati dei verbali? Per poi concludere che non si disturbano i manovratori con degli esposti? Assurdo.

Ma dopo Ionesco, pare che l’avv. Rossoni voglia immedesimarsi anche in Celentano. Che non fa interpellanze ma canzoni, in una delle quali, “al matinée del giovedì, ballo liscio al Garden blu” (ricordate?), controbatte alla sua interlocutrice con la stessa acribìa analitica con cui la capogruppo PD ha controbattuto alla Segretaria: “Grazie”. “Prego, grazie, scusi, tornerò”.

Ma dddai!

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