Ex UPIM: occhio ai consigli, Beppe

ex-UPIMNel 2011 hanno convinto il candidato Sindaco e uomo di scuola Beppe Pezzoni che fosse meglio destinare l’edificio ex UPIM in ristrutturazione non alla creazione di una “Piazza dei saperi” al servizio della città – come era previsto — ma a spazi commerciali con annesso supermercato da quasi 500 metri quadri.

Ci si sarebbe attesi da un uomo di cultura che facesse maggiore resistenza, invece no, si è convinto subito.

Così, per convinzione o per contrapposizione (la solita manìa di essere diversi da quelli di prima), il piano originale per la ristrutturazione dell’ex UPIM fu cambiato in corsa, con tutte le complicazioni del caso.

Ho come l’impressione, ma niente più di questa, che non sia stata l’unica forzatura subìta o accolta (non fa differenza all’atto pratico) dal Sindaco, se appena valuto la sovraesposizione sui giornali dell’Assessore ai lavori pubblici Mangano rispetto alla limitata visibilità del Sindaco, soprattutto nel recente periodo. Sarà un allenamento per il candidato sindaco 2016 targato centrodestra, presumo.

Ma torniamo all’UPIM. Alla scommessa dell’Amministrazione di ricavare denaro dai privati e alle sopravvenute complicazioni del caso.

Gli spazi commerciali non sembrano molto appetibili. Siamo al terzo fallimento nei tentativi per assegnarli ai privati: 2 bandi andati buchi per cercare un gestore unico, 1 bando con scarsissimi risultati – due soli operatori hanno manifestato interesse su sette spazi disponibili – in quello a gestione diretta del Comune.

L’operatore interessato alla spazio del supermercato smorza il suo interesse perché non saprebbe dove mettere le celle frigorifere… ovviamente non previste nel progetto originario, che destinava quello spazio al piano terra ad un mercatino di vicinato!

Ed in ogni caso, facendo un passo indietro, nel 2011 la crisi economica era già in atto e l’accesso a piazza Garibaldi era comunque vietato alle automobili, rendendo ancora meno appetibile l’investimento in un supermercato in quella sede. Chi si prende oggi la responsabilità di quell’infruttuoso cambio d’uso da spazio prevalentemente culturale a spazio prevalentemente commerciale? Chi può giustificare ai cittadini la spesa di 11 milioni di Euro (5 di acquisto e 6 di ristrutturazione) in soldi pubblici per avere alla fine a disposizione un solo auditorium interrato?

Non vale ributtare la responsabilità nel campo avversario, quello della passata Giunta, per una ristrutturazione “improvvidamente iniziata” (così il Sindaco su Facebook). Per fortuna che c’è stata, sennò avremmo qui ancora un edificio fatiscente per chissà quanti anni, costato già un patrimonio e inservibile. La Giunta attuale si è insediata quasi due anni e mezzo fa e, a tre mesi dalla fine 2013, non ha ancora completato le opere ricevute in eredità. Nel sito iTrevigliesi.it abbiamo messo un contatore che scandisce il tempo rimanente al completamento della ristrutturazione secondo le dichiarazioni ufficiali. Vedremo come andrà a finire.

Dietro l’angolo la possibilità di centrare l’obbiettivo/scommessa di piazzare gli spazi passando da una svendita.

«Ma nessuno pensi che il Comune farà sconti», ha avvertito il sindaco Pezzoni (Corriere della Sera, 6 settembre 2013), anche se nel frattempo il costo di locazione al rustico degli spazi ex Upim è passato da €125/m2 a €90/m2, con uno sconto del 28%. Evidentemente nell’amministrazione Pezzoni qualcuno è responsabile delle parole, mentre altri sono responsabili dei fatti e dei conti.

Mi viene in mente che anche per l’area di Foro Boario l’assessore Alessandro Nisoli, quando si è presentata la possibilità di incassare 4 milioni di Euro a fronte dei 5 milioni ipotizzati, ha dichiarato: «Non abbasseremo il prezzo dell’area» (Eco di Bergamo, 26 luglio 2013). Vedremo anche qui come andrà a finire.

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