Case comunali: e il numero va giù

case-popolari-via-XX-settembreSono circa 460 gli appartamenti comunali in affitto a canone sociale (affitto molto più basso rispetto a quello di mercato). Un patrimonio importante che, sommato ai circa 600 appartamenti dell’ALER (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale), raggiunge circa il 10% delle famiglie trevigliesi.

Un aiuto sicuramente importante per più di mille famiglie, costruito nel tempo dalle Amministrazioni comunali e dalle ALER che si sono succedute e che hanno sempre utilizzato i soldi dei cittadini per incrementare il patrimonio di case popolari investendo nell’edilizia residenziale pubblica.

Ma qualcosa sta cambiando con l’amministrazione Pezzoni. Per la prima volta in tanti anni questo patrimonio di case diminuirà. Con una decisione presa ad agosto di quest’anno, contrariamente a quanto si è sempre saputo ed a quanto era stato riferito agli inquilini, il Comune di Treviglio ha messo in vendita ad un privato una palazzina in via XX settembre 8, composta da 11 appartamenti.

Nel frattempo, in risposta ad una interrogazione consigliare, si è saputo che ben 39 appartamenti comunali sono a vario titolo non affittati ma tenuti vuoti nonostante le tante richieste e necessità (di questi, 10 sono in fase di assegnazione, 18 in manutenzione ordinaria e 11 in manutenzione straordinaria).

Ciliegina sulla torta, sempre nel mese di agosto, l’amministrazione Pezzoni ha emesso un disciplinare per la ricerca, attraverso un appalto, di un Amministratore di condominio che gestisca tutto il patrimonio di case comunali. Il nuovo Amministratore condominiale sostituirà completamente l’Ufficio comunale che fino ad oggi ha svolto questo compito, entrando anche nel merito dei contratti di locazione (nuove stipule, risoluzioni, disdette, ecc), della gestione dei piani rateali dei canoni, della gestione delle attività di controllo nei pagamenti dei canoni di locazione e della gestione delle morosità. È a dir poco discutibile che sia un privato a poter concedere rateizzazioni o a gestire attività di recupero credito, che dovrebbero essere di pertinenza di Uffici comunali, i quali hanno tutte le informazioni di supporto per poter procedere.

Ci troviamo quindi di fronte ad un cambio di rotta politica nei confronti di un argomento sensibile come quello delle case popolari, proprio in un momento difficile per tanta gente, costretta dalla crisi a disfarsi della casa di proprietà. Ci si chiede: quali sono le priorità per questa Amministrazione? Fare cassa ad ogni costo o gestire le necessità dei propri cittadini? A voi la risposta.

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