Nel mezzo del cammin / di questa Giunta

programma_elettorale_pezzoniSiamo attorno alla metà del mandato dell’attuale Amministrazione comunale di Treviglio, targata PdL e Lega Nord, e alla redazione de «iTrevigliesi» è venuta la curiosità di verificare il grado di realizzazione del programma elettorale della coalizione che governa la nostra città. Il programma elettorale rappresenta il “patto” tra i candidati e i loro elettori, la dichiarazione di intenti sulla base della quale si suppone che venga accordato il consenso elettorale.

A pagina 3 del programma elettorale troviamo questa dichiarazione:

Con l’impegno di PDL e Lega Nord

  1. Treviglio è città solidale
  2. Treviglio è città che lavora
  3. Treviglio è città sicura
  4. Treviglio è città che rispetta il territorio
  5. Treviglio è città che si muove
  6. Treviglio è città crocevia della pianura
  7. Treviglio è città verde
  8. Treviglio è città per giovani e sport
  9. Treviglio è città che fa scuola
  10. Treviglio è città di cultura e arte

Buttiamo lì qualche reazione alla rilettura del programma, con l’intento di approfondire e riprendere l’argomento sul prossimo numero de «iTrevigliesi», che andrà in distribuzione nel mese di ottobre.

  1. Non vogliamo tornare sulla “sparata” di Roberto Calderoli alla festa della Lega di Treviglio sulla ministra Kyenge, dalla quale il gruppo consiliare della Lega non ha voluto prendere le distanze, sarebbe troppo facile. Ma il taglio ai fondi a sostegno delle associazioni di volontariato (nate e cresciute a Treviglio) la dice lunga. La diffidenza della Lega nei confronti dell’«altro» (qualunque cosa o realtà “altra” dalla Lega stessa) si esprime anche qui.
  2. …sempre meno. Certo, è colpa della crisi globale. La colpa è sempre altrove. Ma fatichiamo a individuare una qualche azione da parte di questa Amministrazione comunale nell’ambito del mondo del lavoro.
  3. Questo è stato uno dei cavalli di battaglia della Lega in campagna elettorale. Abbiamo cercato a più riprese di raccogliere dati certi dalle Forze dell’ordine per documentare quale sia la realtà dei fatti, incontrando una certa reticenza a diffondere questi dati. Possiamo affidarci solo ad una percezione epidermica, che ci dice che la microcriminalità è cresciuta e preoccupa i cittadini come e più di prima.
  4. A parte il taglio all’area del parco PLIS, l’innalzamento degli indici edificatori (in una situazione in cui non c’è nessun bisogno di costruire, vista l’abbondanza di vani vuoti posti in vendita o in affitto)…
  5. Sul tema della viabilità finora sono solo stati portati a compimento i progetti ereditati (compresa la rotonda tra via Pontirolo e via Cavallotti, finanziata con gli stanziamenti della giunta Borghi per la sistemazione del tratto urbano ovest della ex Statale 11). Non si vede ombra della pista ciclabile sul cavalcavia della Baslini, dei parcheggi interrati, del fantomatico “spazio coperto” in piazza Cameroni e dei collegamenti delle frazioni e delle periferie con il centro.
  6. …lasciando che tutte le decisioni di ampio respiro vengano prese altrove. Abbiamo perso il centro direzionale della BreBeMi; è stata chiusa la sede distaccata dell’Università. Qui, più che in altri settori, si dimostra che — nonostante Comune, Provincia e Regione siano tutte governate dal Centrodestra — a Treviglio non dà retta nessuno.
  7. La discarica di cemento–amianto incombe (la Regione e la Provincia la vogliono, e poco importa quello che dice Treviglio). Ma anche una cosa facile, per la quale non bisogna chiedere nulla a nessuno, come una casetta dell’acqua, sembra impossibile da vedere in città.
  8. …che ha smantellato il Centro Ulisse. Davvero non riusciamo a ricordare nessun altro intervento in questo settore. A meno di considerare tali le deroghe per l’apertura al mercoledì sera di qualche bar della circonvallazione interna…
  9. Questo è vero. Ci ripromettiamo di sentire il parere dei dirigenti della scuola pubblica di Treviglio e di darvene resoconto. Ah, però l’Università se ne è andata…
  10. Senza spazi espositivi, di aggregazione, con un l’interessante progetto (detto senza ironia) di un caffè letterario promosso dal Comune, che nessuno vuole gestire. Ricordiamo l’ultima serata del festival blues nel chiostro del Centro culturale, con il neoeletto vicesindaco Juri Imeri che dichiarava che «Iniziative come queste vanno mantenute e incentivate». Dopo di che, il silenzio.

Cari lettori, a voi la parola. Aiutateci a scrivere il bilancio di metà mandato della Giunta Pezzoni (loro non lo faranno… “hanno vinto” e non devono rendere conto più a nessuno. Almeno fino a quando non vi chiederanno di nuovo il voto).

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