Perché la minoranza ha lasciato l’aula al voto sulla cessione delle quote SABB

Comune di Treviglio, sala del Consiglio comunalePezzoni vuol fare passare quello che non è: dice che la cessione delle quote SABB in TEAM e la variante urbanistica sull’area della discarica, per farla diventare “verde attrezzato”, sono due assi potenti. Invece sono il due di picche a briscola.

Le minoranze, concordata la dichiarazione fatta da Minuti, sono uscite dall’aula: non intendiamo aiutare il Sindaco a “prendere per i fondelli” i Trevigliesi.

Perché:

  1. ci vengono a proporre la cessione delle quote SABB senza esprimere un valore di riferimento: in pratica si vendono le quote senza dire a quanto. Senza il valore dell’area nella delibera sarebbe stato come firmare un contratto fra le parti nullo. Una scommessa al buio a favore del socio privato. Comunque si sa che la perizia asseverata non consentirebbe a SABB di avere entrate sufficienti per coprire i costi fin qui sostenuti. La SABB sarà costretta nel consuntivo 2013 a svalutare le quote di partecipazione in TEAM;
  2. nella delibera non si vincola SABB a prevedere, nel bando di gara e nell’allegato schema di contratto di cessione delle azioni, una clausola di adeguamento automatico del prezzo (garantita da fideiussione), che impegni l’aggiudicatario a corrispondere a SABB S.p.A. l’eventuale maggior valore derivante da un qualsiasi impianto dovesse essere autorizzato su quell’area entro i 5 anni successivi alla pubblicazione del bando di gara. Una clausola del genere ci avrebbe messo oltremodo al riparo dal danno erariale;
  3. la delibera proposta al Consiglio non è condivisa da tutti i Sindaci dei Comuni soci di SABB. Ad oggi questi ultimi adducono motivazioni, diverse, in contrapposizione tra loro, fumose e vaghe; non solo, il sindaco Pezzoni nell’assemblea dei soci di SABB di dicembre 2013 ha votato (unico Sindaco) contro la proposta degli altri Sindaci. In effetti le motivazioni giuridiche per la cessione e per la dismissione sono deboli, esposte al rischio di vittoriosi ricorsi del socio privato di TEAM e di interventi della corte dei conti per danno erariale;
  4. niente si dice sulla bonifica, di cui si è parlato in Regione, che ha creato un ulteriore scontro fra TEAM ed il Comune di Treviglio, scontro che dovrà essere sciolto dall’avvocatura della Regione, il che rende ancora più incerto il quadro in cui si inseriscono queste delibere di Consiglio;
  5. TEAM ha formalmente notificato, agli aventi causa, che se il bene — ex Cava della Vailata — sarà giudicato inquinato, chiederà i danni e l’annullamento dell’atto di acquisto;
  6. la variante urbanistica, quella che dovrebbe trasformare l’area ex cava in spazio verde attrezzato, è un’altra misura che sa tanto di bufala:
    1. con la determina del Dirigente n° 1370 del 2013 i fondi destinati all’acquisto di tale area (1,2 milioni) diventata verde (e che avrebbe dovuto essere espropriata) sono stati infatti tolti da questa destinazione e dirottati a finanziare la nuova area fiera. Il Sindaco pensava di risolvere il problema così, ma ha fatto evidentemente marcia indietro;
    2. la normativa è tale per cui la variante urbanistica non serve a niente e non può fermare la discarica, perché un impianto di smaltimento ha la precedenza su tutto. I Piani di settore sono sovraordinati rispetto ai Piani urbanistici.

Quello che conta è che il famoso “filo diretto” con Regione e Provincia, tanto strombazzato in campagna elettorale da Pezzoni e Formigoni (“siamo tutti di centrodestra, adesso sistemiamo noi in perfetta concordia”) ha portato nel 2012 la pericolosissima pre–autorizzazione alla discarica (fase VIA).

L’unico atto reale che avrebbe dovuto da tempo fare Pezzoni sarebbe stato quello di esigere da Maroni e Pirovano la assoluta garanzia del rispetto del territorio trevigliese, già tanto massacrato.

Noi non abbiamo partecipato al voto perché le soluzioni prospettate sono, come dimostrato, pasticciate e superficiali, senza certezza del risultato.

È ora di finirla di portare in Consiglio delibere che servono solo a buttare fumo negli occhi. Mentre non si portano in Consiglio il progetto Upim, il progetto del Polo fieristico, la situazione circa la vendita del Foro boario, il punto della situazione sulla variantona del PGT, le previsioni sul raddoppio del laghetto Treviza, ecc. ecc…

La speculazione fatta sulla stampa da Imeri, Giussani, Fumagalli e Pezzoni è degna di questo modo di fare. Noi vi diciamo: attenzione! Quando sollevano polveroni strumentali, qualcosa sotto c’è sempre. Non sanno come fare a giustificare che la discarica arriverà e “fanno il cinema”, si perde tempo e si arricchiscono gli avvocati.

Pezzoni si guarda bene dal dirlo: tranne Calvenzano, tutti i Comuni governati dal centrodestra e soci di SABB (e quindi indirettamente di TEAM), la discarica di amianto nell’ex Vailata la vogliono e l’hanno sempre voluta, perché porta introiti che sono ossigeno per le loro casse comunali. Ma su questo, zitto e mosca.

Il sindaco Pezzoni non ha fatto squadra con nessuno: per essere credibile avrebbe dovuto formare un fronte comune: la maggioranza in Consiglio comunale, l’opposizione e i soci SABB, invece il suo voto in assembea dei soci non ha visto l’adesione neanche di Casirate e Calvenzano, da sempre a fianco di Treviglio contro la discarica di amianto.

Pezzoni dimostri — cosa che gli abbiamo chiesto più volte — di unire maggioranza e opposizione a Treviglio, in Provincia e in Regione per fare fronte comune contro la discarica. Più volte gli abbiamo chiesto che ad ogni livello istituzionale ci fossero ordini del giorno unitari votati nei Consigli. Si è sempre opposto. Dimostri che il PdL regionale (o quello che è adesso) non vuole la discarica (anche la Lega non si fida) e proponga lui delibere consiliari comunali, provinciali e regionali firmate da tutti i gruppi consiliari, e vediamo cosa succede nei diversi Consigli. Questa è chiarezza politica. Ma Pezzoni questo non l’ha mai fatto.

Ariella Borghi
Francesco Lingiardi

 

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