Distruggi e cementifica

RoccoNelle passeggiate settembrine di Rocco, una delle mete predilette è la piccola via Gerola, che nel tratto prossimo a via XX Settembre costeggia un ampio spazio verde non edificato. Per cani e bambini è un tuffo inaspettato in campagna: ci sono steli d’erba rigogliosa, chiocciole, un fico selvatico, un fosso, fiori e piante che creano una piccola giungla, ciclicamente potata per poi rinverdire. Sull’altro lato della via un condominietto giallo disabitato, un tempo case comunali, con due splendori nel cortile: un meraviglioso roseto e un bellissimo albero che in primavera esplode in una cascata rosa profumatissima, a beneficio dei passanti. La palazzina gialla e il terreno comunali sono però stati venduti dal Comune a un’impresa edile. Tutto è stato demolito, il giardino distrutto, il roseto e l’albero che avevano almeno vent’anni segati e estirpati. Verrano gettate nuove fondamenta, seguiti nuovi progetti per nuove unità abitative. E ci domandiamo, passeggiando lungo il cantiere: ma quando è diventato normale distruggere tutto, piuttosto che provare a conservare? Quando si è deciso che è meglio abbattere, buttare via alberi che ci hanno messo almeno vent’anni a diventare così belli, per poi magari piantare qualche alberello sifilitico? Da viale Filagno a viale Parini è diventata prassi abbattere, imporsi sul territorio, dimenticarsi di progetti pregressi, della cura del paesaggio e della funzione che questi alberi svolgevano: ombra, protezione, solidità del terreno e depurazione dell’aria. Ma che importa, ora abbiamo bellissime strade in cemento, palazzine in cemento e solo tra venti o trent’anni, chi ci sarà, potrà riavere gli stessi alberi… fino alla successiva demolizione.

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