Piazza Setti: troppa fretta, troppi soldi

PiazzaSettiSupponiamo per un attimo che a Treviglio sia prioritario mettere mano ad altre piazze dopo aver decapitato piazza Paolo VI e non ancora terminato piazza Garibaldi.

Facciamo anche finta che portare le macchine in centro a parcheggiare sia una cosa “furba”.

Su queste due ipotesi (sulle quali io non sono per niente in accordo) si regge l’operazione di riqualificazione di piazza Setti ad opera della Società di Trasformazione Urbana “Treviglio Futura” guidata dall’assessore Mangano Basilio Antonino.

Ma corre via tutto liscio come sembra far pensare l’accelerazione che l’amministrazione Pezzoni, attraverso la STU, ha impresso all’operazione? Direi di no.

Se ci sarà un solo piano interrato, i parcheggi disponibili saranno 118, più 25 box ad uso privato. Grossomodo il numero dei parcheggi attuali ad un costo di quasi 3 milioni di Euro (rifacimento della piazza in superficie compreso).

Il Sindaco riporta che uno studio recente del traffico cittadino ha stimato che il tasso di occupazione media dei 1.750 stalli del centro è pari all’80%. Quindi mediamente 350 parcheggi sono liberi.

Secondo questi numeri non ci sarebbe bisogno di nessun parcheggio in piazza Setti.
Tantomeno di un secondo piano interrato per altri 100 posti auto e altri 2 milioni di Euro.

Per spingere l’uso del parcheggio a pagamento (e non far fallire l’investimento) al gestore sarà concesso di gestire anche un certo numero di parcheggi (ad oggi non noto) fuori da piazza Setti. Potrebbe essere tutto viale Partigiano, via Portaluppi, via Leonardo da Vinci, via Libertà… magari anche alla sera.

Parcheggiare gratuitamente in un’area prossima al centro sarà impossibile. Tanto vale chiudere completamente il centro al traffico senza perdere tempo a valutare il senso unico sulla circonvallazione interna.

Il mutuo ventennale che chiederà la STU (di proprietà al 100% del Comune) sarà garantito da una ipoteca sulla proprietà della superficie. Se l’operazione fallirà o faticherà a rientrare dalle spese (nessuno è sicuro di quanto verrà usato e se procede come la BreBeMi…) l’area passerà alla banca che ha concesso il mutuo. E i cittadini potrebbero dover sborsare soldi per ricomprare una cosa già loro.

Tutta l’operazione è un po’ come prendere la bestia per la coda anziché per la testa. Si decida prima a livello strategico cosa fare del centro; si decida prima se le piazze, luogo di relazioni in centro come in periferia, sono da smantellare o da creare; si decida prima se le macchine devono prevalere su pedoni e biciclette. Il resto viene di conseguenza e compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili o allocabili.

Sempre che non si debba affidare per forza dei lavori ad una società partita come scatola vuota ed ora in cerca rapida di significato.

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