Pagano sempre i più deboli

In questi giorni, a proposito del presunto “buco” nel bilancio di previsione del Comune di Treviglio, c’è stata una altalena di dichiarazioni, tra cui questa del Commissario prefettizio Alfredo Nappi, rilasciata a un quotidiano provinciale: «C’è uno sfasamento, ma è una situazione normale che accade tutti gli anni». Alcuni giorni prima aveva dichiarato: «È stata rilevata una sfasatura di un milione di Euro. Per arrivare al pareggio sarà necessario un taglio di almeno 500 mila Euro nella parte corrente, il che significa limare i costi facoltativi».

Una dichiarazione che sembrava confortare fino al giorno 10 febbraio, quando con una delibera di Giunta comunale (il dott. Nappi esercita le funzioni di Sindaco, Giunta e Consiglio) il Commissario decide di revocare l’agevolazione fino ad ora concessa in termini di gratuità dell’intervento di fisiokinesiterapia in acqua per i cittadini residenti a Treviglio con invalidità superiore al 75%. Lo stesso Commissario in una successiva intervista dichiarava che «il fatto che il servizio fosse libero ha portato ad una distorsione del suo utilizzo».

Personalmente sono convinto che l’esenzione ai disabili per l’idrokinesi non sia una distorsione, ma una decisione politica che tutti i Sindaci hanno sempre rispettato. Il Comune, da sempre, può decidere in piena autonomia se far pagare ai propri cittadini tutti i servizi comunali oppure renderli gratuiti (in questo caso non stiamo parlando di un servizio accreditato al Servizio Sanitario Nazionale).

Lo stesso può valere sul servizio di prestito bibliotecario che, pur costando al Comune, viene fornito gratuitamente… ma vale anche per tanti altri servizi.

Questa è solo una decisione del Commissario, un tecnico che deve far quadrare un bilancio di previsione 2016 che non pareggia, quindi taglia i servizi ed in questo caso non guarda in faccia a nessuno.

Questo è l’effetto del vuoto politico–amministrativo! A chi dobbiamo dire grazie?

2 thoughts on “Pagano sempre i più deboli”

  1. Volevo ringraziare il sig.Lingiardi F. per questo articolo su cui sono d’accordo pienamente, parola per parola. A questa sua opinione, dettata dal buon senso, dalla solidarietà umana (doti sempre più in via d’estinzione) e certamente dall’esperienza politica, volevo aggiungere (per completezza) l’opinione di chi è stato “danneggiato” dalla delibera in questione.
    Mi chiamo Paolella Nicola (quello nella foto accanto ad un sollevatore per disabili), i cittadini di Treviglio che mi conoscono, sanno che, quando parlo di disabilità, lo faccio con cognizione di causa. Grazie a chi a firmato la delibera ed al dirigente che l’ha proposta, dal 1 marzo 2016, mio figlio, minorenne, disabile al 100%, dovrà pagare 150 euro al mese (più iva) per avere accesso alle terapie riabilitative che si effettuano nella struttura di Idrokinesiterapia. Fino ad oggi, mio figlio, grazie alla solidarietà dei cittadini Trevigliesi, che si esprime anche attraverso la politica dei sindaci che eleggono nel corso degli anni, non pagava niente. Stesso discorso per altri bambini e ragazzi che frequentano e che si troveranno dal 1°marzo, nelle stesse condizioni di mio figlio.
    Ho letto la delibera (nm.286/2016 del 10/02/2016) come è mia abitudine fare, volevo capire le ragioni di questa scelta, le “vere” ragioni. Le ho trovate in una frase, una frase che mi ha fatto arrabbiare enormemente, ed è questa: “Verificata la distorsione nell’utilizzo del servizio in argomento, a causa della prosecuzione ininterrotta e continuativa del servizio da parte dei beneficiari esenti”. Traduco dal burocratese: Siccome il servizio era gratuito, i disabili (quelli più gravi dal 75% al 100%) ne approfittavano per usufruirne sempre e per sempre.
    A parte il fatto, che per eliminare questa “distorsione” bastava semplicemente introdurre una regola di turnover tra disabili accompagnata da un periodo di “attesa” tra un ciclo e l’altro di terapie. Sarebbe stata una scelta più giusta ed accettabile da parte degli “utenti fragili”. Quello che mi fa arrabbiare è che si attribuiscono colpe che i disabili non hanno (oltre al danno “fisico” anche la beffa morale) si vuol far passare il messaggio che i disabili gravi, sono degli approfittatori di “terapie”gratuite in piscina. Non è così è lo posso dimostrare con i fatti: 1) Per avere accesso alle terapie occorre un certificato medico (quindi scritto da un dottore con la laurea in medicina) che certifichi il bisogno di terapie in base al tipo di disabilità ed al risultato che si vuole ottenere (massimo ogni anno ne serve uno nuovo di certificato). 2) Ci sono molte malattie rare, fortemente invalidanti, per cui la fisioterapia in acqua, non serve a guarire dalla malattia, ma a rallentarla e contrastarla, e la malattia, nel suo avanzare, inesorabile, non lo fa a cicli brevi e lunghe interruzioni, ma purtroppo tutti i giorni della faticosa vita di una persona disabile. Sono queste le motivazioni che non sono state verificate, non sono state chieste ai diretti interessati. Ancora una volta il motto della disabilità trova un riscontro nella realtà: ” Nulla deve essere deciso su di noi, senza di noi “. Infatti, l’aver disatteso questo principio, ha generato l’errore madornale e la vergognosa delibera che passerà alla storia (almeno per quanto mi riguarda) come la più triste decisione presa nei confronti dei disabili gravi (e minorenni) e delle loro famiglie (Trevigliesi). A coloro che hanno firmato questo documento voglio dedicare il seguente passo biblico: “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.” Fermiamoci un attimo cittadini Trevigliesi, e riflettiamo su dove stiamo andando…

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